Elezioni, Johnson favorevole nei sondaggi ma c’è rischio di un “hung Parliament”

L’ultima previsione di YouGov assegna al premier uscente la maggioranza assoluta. Ma un record di nuovi iscritti al voto potrebbe favorire il leader laburista Corbyn

Elezioni, Johnson favorevole nei sondaggi ma c’è rischio di un “hung Parliament”

 

Una vittoria schiacciante per il Conservative Party di Boris Johnson alle elezioni del 12 dicembre. Lo prevede l’ultimo sondaggio condotto e pubblicato ieri da YouGov che, a due settimane dal voto in Gran Bretagna: assegna al premier uscente il 43% di voti, ben 359 seggi, e una maggioranza assoluta di 68 seggi sui partiti rivali.

Sempre secondo il sondaggio, il Labour Party di Jeremy Corbyn porterebbe invece a casa 211 seggi, 12 punti in meno rispetto ai Tories, incassando così “la peggiore sconfitta elettorale del dopoguerra” seconda solo a quella di Michael Foot nel 1983. Male anche per i liberal-democratici, che di seggi se ne aggiudicherebbero solo 13, mentre il partito scozzese ne otterrebbe 43. Lontane le altre forze politiche, con il Brexit Party al 4% e i Verdi al 3.

I dati vanno però presi con cautela. Al 12 dicembre mancano in fondo ancora due settimane e tutto potrebbe ancora cambiare. Se la storia insegna, anche durante la campagna elettorale delle elezioni anticipate invocate da Theresa May nel 2017 lo stesso sondaggio predisse una vittoria schiacciante per l’allora premier, ma il risultato finale alle elezioni fu quello di un Parlamento senza maggioranza.

Una lezione per i conservatori, che intanto invitano alla prudenza. Nei giorni scorsi anche Dominic Cummings, advisor di Johnson stratega della Brexit e ideatore del famoso slogan tanto utilizzato nella campagna del 2016 “Take Back Control” ha avvertito sul suo blog: “C’è una possibilità molto più concreta di un “hung Parliament” (un Parlamento senza maggioranza appunto) e i margini sono molto più ridotti di quel che sembra”.

A cambiare le carte in tavola potrebbe essere l’ascesa del partito laburista negli ultimi sondaggi. Nonostante questi posizionino Jeremy Corbyn in netto svantaggio rispetto a Boris Johnson, il leader laburista è in netta rimonta da qualche giorno, specialmente dopo la pubblicazione del suo manifesto elettorale, ritenuto il più radicale di sempre e rivolto perlopiù alla classe media, operai, studenti e giovani.  Un programma concreto dove, a differenza di quello di Boris Johnson pubblicato domenica scorsa, la Brexit non gioca un ruolo centrale.

A giocare a favore di Corbyn potrebbero essere soprattutto i giovani sotto i 34 anni, il cui numero di registrati al voto è salito vertiginosamente nei giorni vicini alla scadenza d’iscrizione (il 26 novembre). Sono oltre 4 milioni i nuovi elettori britannici registratisi in vista del voto del 12 dicembre, in aggiunta ai circa 45 milioni già presenti. Fra questi, proprio due terzi sono sotto i 34 anni. Un record rispetto ai 2,9 milioni in più del 2017 e con un picco assoluto di 660.000 richieste d’iscrizione l’ultimo giorno.

È soprattutto a loro, e ai temi di ambiente e lavoro, che Jeremy Corbyn dovrà puntare per cambiare un risultato che per ora, almeno in apparenza, appare molto scontato.

@AgostiniMea

 


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