Capire la Brexit: il New York Times organizza un tour da 6000 dollari

Durerà sei giorni e comprenderà tappe a Westminster e nella City con confronti con esperti di economia, legge e politica

Capire la Brexit: il New York Times organizza un tour da 6000 dollari

 

“Brexit means Brexit”, ma sarà davvero così? Brexit, come ha più volte sottolineato il primo ministro Theresa May, significa davvero Brexit? Per capirlo meglio, l’autorevole testata giornalistica New York Times ha organizzato un tour nella capitale inglese alla scoperta di cosa davvero significhi per il Regno Unito uscire dall’Europa Unita.

Il tour è aperto a tutti, basta pagare 6.000 dollari a testa, poco meno di 5.500 euro. Ancora non è chiaro se si tratti di un nuovo modo di monetizzare da parte del New York Times ampliando così il proprio raggio d’azione anche al settore turistico cavalcando i maggiori temi d’attualità e relativi paesi dove si stanno svolgendo, o se è davvero un modo per aiutare quelle persone dall’altra parte dell’oceano disposte a pagare pur di capirci qualcosa di più della Brexit.

Steven Erlanger

Certo è, che il New York Times ha deciso di sfruttare il momento organizzando questo particolare viaggio che si discosta totalmente dai classici giri turistici. La durata è di sei giorni e tra le tappe previste, la partecipazione a una discussione pubblica all’interno del Parlamento con la presenza di un laureato della London School of Economics a fare da cicerone; poi giro nella City incontrando degli esperti per trattare le implicazioni che la Brexit avrà sugli affari interni ed esteri del Regno Unito, e i relativi aspetti legali che comporta l’uscita dall’Unione Europea.

Una volta giunti nella capitale inglese, a fare gli onori di casa ci sarà Steven Erlanger, storico giornalista americano, ora a capo della redazione di Londra del New York Times, già capo degli uffici di Parigi, Gerusalemme e Bangkok, nonché vincitore in team del premio Pulitzer per una indagine condotta con dei colleghi su Al Qaeda.

Qui il link alla pagina web che il New York Times ha dedicato all’iniziativa.