Brexit, si a una legge per bloccare il No Deal

Sconfitto ed umiliato, il premier Boris Johnson minaccia elezioni anticipate dopo la rivolta dei ribelli del partito. Oggi il voto ai Comuni per rinviare l'uscita dall'UE

Brexit, si a una legge per bloccare il No Deal

 

Un rientro di fuoco per Boris Johnson che nel giorno della riapertura dei lavori in Parlamento dopo la pausa estiva ha perso in un colpo solo il suo primo voto in Aula da primo ministro e anche la maggioranza sulla quale si reggeva il governo.

Dopo una lunga ed estenuante giornata parlamentare, ieri notte il Parlamento ha approvato – 328 voti a 301 – una mozione per votare una legge che posticipi ulteriormente la Brexit e blocchi un No Deal, ossia un’uscita dall’Unione Europea senza un accordo. La legge verrà discussa oggi in Parlamento.

Se approvata, il governo potrebbe vedersi costretto a chiedere l’ennesimo rinvio della data della Brexit fino al 31 gennaio 2020 (la data della Brexit è attualmente prevista per il 31 ottobre).

Un risultato raggiunto grazie anche a 21 deputati ribelli del partito conservatore, decisi a fermare la linea di Johnson di portare a compimento una Brexit “a tutti i costi”, anche senza un accordo.

Plateale il gesto di Philip Lee, che nel bel mezzo del discorso di Boris Johnson alla Camera ha lasciato il suo posto tra i conservatori per attraversare l’aula e sedersi tra i liberal-democratici, segnando così il suo passaggio ad un nuovo partito pro Europa, lasciando i Tories dopo ben 27 anni di servizio.

Un’umiliazione su tutta la linea per il primo ministro, che oggi in risposta presenterà una mozione per chiedere elezioni anticipate nel paese prima della scadenza del 31 ottobre.

Non voglio elezioni anticipate, ma non ho altra scelta” ha dichiarato furioso ieri notte in aula Boris Johnson, dopo il risultato del voto. “Saranno gli elettori di questo paese a decidere chi andrà a Bruxelles a negoziare la Brexit”.

Uniche date papabili per le elezioni potrebbero essere il 14 o il 15 ottobre, dopo cioè la chiusura del Parlamento voluta da Johnson la settimana scorsa. Ma tale scenario risulta al momento molto improbabile: per approvare la mozione del primo ministro servirebbero 2/3 dei voti della Camera, e il leader dell’opposizione Jeremy Corbyn ha già fatto sapere che per il momento non voterà a favore delle elezioni per favorire invece il passaggio della mozione decisa ed evitare il No Deal.

È un’altra – se non l’ennesima – giornata storica nel Regno Unito. Mancano solamente pochi giorni per negoziare un accordo con Bruxelles prima del 31 ottobre fatidico ed ancora una volta, tutte le carte (No Deal, elezioni, e rinvio della Brexit) sono ancora, nuovamente, in gioco.

@Agostinimea


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