Autumn Statement: il piano economico del governo May

Per finanziare lo sviluppo e contenere gli effetti della Brexit previsti investimenti in infrastrutture e taglio alle tasse delle imprese. Si allontana l'obiettivo del pareggio di bilancio

Autumn Statement: il piano economico del governo May

 

Investimenti in strade, ferrovie, ricerca, banda larga e housing; abolizione delle commissioni degli agenti immobiliari; aumento della soglia di reddito non tassata. Sono queste alcune delle misure annunciate oggi da Philip Hammond, il Cancelliere dello Scacchiere (l’equivalente del ministro delle finanze italiano) nel suo primo Autumn Statement, la manovra economica autunnale (l’altra è in primavera). Un’occasione importante per capire, in tempi di Brexit, che tipo di politica economica il Governo May intende perseguire.

Prima di tutto, Hammond ha chiarito che cambiano gli obiettivi di bilancio: non si punta piú al pareggio entro il 2019, come prevedeva il suo successore. La riduzione del deficit continuerà ma a ritmi meno contenuti rispetto agli anni passati (il Regno Unito ha tagliato l’indebitamento di quasi due terzi dal 2010, quando il primo governo Cameron fu eletto), e questo significa che il Governo dovrà pagare maggiori interessi sul debito.  Il nuovo obiettivo è quello di raggiungere un disavanzo primario del 2% entro il 2020.  Ma vediamo meglio le principali misure annunciate:

  • Sarà creato un nuovo fondo di investimento nazionale dal valore di £23 miliardi di sterline chiamato National Productivity Investment Fund (NPIF). Tra il 2017 e il 2022 il fondo garantirà spesa aggiuntiva nelle aree fondamentali per l’incremento della produttività: trasporti, comunicazioni digitali, ricerca e sviluppo e l’housing.  In contemporanea, partirà un Housing Infrastructure Fund del valore di 2,3 milioni di sterline, utilizzato per la costruzione di 100.000 nuove case nelle aree dove c’è maggiore richiesta: tra queste, previste 40.000 nuove case a prezzi accessibili, tra cui alcune in shared ownership e altre in affitto.
  • 390 milioni di sterline saranno dedicati a modernizzare i trasporti, puntando a innovazioni come le auto senza conducente, combustibili rinnovabili e trasporto pubblico ad alta efficienza energetica. L’obiettivo è quello di ridurre le emissioni di 1,500 autobus e taxi esistenti, e di installare un maggior numero di punti di ricarica per ultra-low emission vehicles. Ulteriori investimenti saranno volti a ridurre la congestione nelle strade e autostrade. Prevista anche la realizzazione di una superstrada che collegherà Oxford e Cambridge, le due cattedrali del sapere britannico.
  • Un miliardo di sterline sarà dedicato allo sviluppo di internet, con lo sviluppo di una nuova rete digitale che supporterà 5G e banda larga. E da aprile 2017, il governo renderà detraibili dai business rates al 100% le spese per nuove infrastrutture in fibra ottica per un periodo di 5 anni.  Aumentano i finanziamenti per la Ricerca e Sviluppo (+2 miliardi), presumibilmente per compensare la perdita di funding dall’Unione Europea dopo la Brexit. L’intento è quello di sostenere la ricerca scientifica e lo sviluppo di tecnologie in ambiti quali la robotica, l’intelligenza artificiale e la biotecnologia industriale. Previsto anche un maggiore supporto alle start-up innovative attraverso un fondo governativo di Venture Capital del valore di 400 milioni di sterline, gestito dalla British Business Bank.
  • Come già annunciato nei giorni scorsi dalla May, il Governo si è inoltre impegnato a tagliare l’imposta sul reddito d’impresa portandola al 17% entro il 2020, di gran lunga il valore più basso tra i paesi del G20. Il tasso principale è già stato tagliato dal 28% del 2010 all’attuale 20%.
  • Diminuisce leggermente la tassazione sui redditi.  La personal allowance (la quantità di reddito sulla quale non si pagano imposte) salirà da £11.000 a £11.500 nel 2017-18, e continuerà ad aumentare in linea con l’inflazione. La soglia di reddito oltre la quale si paga il 40% di imposte aumenterà da £43.000 a £45.000.
  • Aumentano i salari minimi. Il National Living Wage per chi ha 25 anni e più aumenterà da £7,20 all’ora a £7.50 all’ora, un aumento che si traduce in circa £1.400 in più all’anno. Anche il National Minimum Wage aumenterà: da £6,95 all’ora a £ 7.05 (21-24 anni); da £5,55 all’ora a £5,60 (18-20 anni); da £4.00 per ora a £4.05 (16-17 anni);  da £3,40 all’ora a £3.50 (apprendisti).
  • Sul fronte dell’housing, arriva una misura molto attesa: il divieto per gli agenti immobiliari di chiedere commissioni per compiti amministrativi, per esempio al momento di firmare un nuovo contratto.  Un divieto richiesto a gran voce anche dal sindaco di Londra Sadiq Khan. Secondo le stime del Governo questo permetterà agli inquilini di risparmiare una media di £ 223 per contratto, soldi che presumibilmente le agenzie cercheranno di farsi pagare dai proprietari (landlord)
  • Infine, Hammond ha annunciato un giro di vite su elusori e coloro che li aiutano: la novità è l’introduzione di una nuova sanzione per chi aiuta a beneficiare di sistemi di elusione fiscale. Gli elusori saranno colpiti con multe importanti nel momento in cui HMRC scoprirà il loro sistema, questo nuovo provvedimento farà in modo che anche i professionisti che li aiutano (avvocati, commercialisti, etc) dovranno affrontarne le conseguenze.  Inoltre, in fase di difesa contro le sanzioni, gli elusori fiscali non potranno sostenere che affidarsi ad uno studio di professionisti costituisce reasonable care.

Nel complesso si tratta di una manovra che appare pensata per contenere gli effetti negativi della Brexit sull’economia del paese. L’importo complessivo di investimenti previsti (circa 26 miliardi di sterline) dovrà servire a stimolare la crescita nel medio-lungo periodo e pazienza se per questo si dovrà ricorrere a maggiore indebitamento e rinunciare a inseguire il pareggio di bilancio.

Londra, 24 novembre 2016

Federico Lago, Francesco Ragni