Il lavoro dei sogni? Chi ce l’ha, nel Regno Unito lo trova a 33 anni

Ma nove Britons su dieci sono insoddisfatti. E per cambiare serve un "buffer" da tremila sterline

Il lavoro dei sogni? Chi ce l’ha, nel Regno Unito lo trova a 33 anni

 

Non fate il lavoro dei vostri sogni?  Uno studio di F&C Investment Trust ha chiesto a un campione di Britons di valutare il proprio impiego attuale. Il risultato è che nove persone su dieci non sono per nulla soddisfatte quando suona la sveglia. E due terzi pensano che non lo saranno mai. Un’ecatombe.

I millenials – prosegue l’indagine della società di investimenti – sarebbero i più ottimisti: il 64% dei giovani tra i 18 e i 35 anni pensa che nel giro di cinque o sei anni avrà un ruolo adeguato alle proprie aspettative.

Tra le cause di scontento si contano paghe troppo basse, ambiente stressante e un cattivo equilbrio tra vita privata e lavorativa. Ansia, stress, malessere sono compagni di viaggio abituali per la quasi totalità dei sudditi di Sua Maestà. E pazienza se i manuali di self-help insegnano che tutto è possibile, a patto di volerlo. La realtà, rilevano i curatori dello studio, è spesso diversa.

I LAVORI PIU’ DESIDERATI  – Certo, la paura di uscire dalla zona di comfort gioca un ruolo importante. Ma pare che il problema principale sia, prosaicamente, che per cambiare lavoro serve un “buffer” stimato in circa tremila sterline.

Spiccioli per chi gode di redditi alti, ma  un tesoretto difficile da mettere assieme per chi, invece, non ha risparmi e deve destreggiarsi tra affitti, bollette, abbonamenti dei mezzi pubblici. Solo il 14% degli intervistati ammette di avere abbastanza risparmi per gestire la transizione, mentre un quinto (circa il 20%) arriva a fine mese con il conto a secco. Quei soldi consentirebbero di affrontare il passaggio del job hunting con relativa serenità.

Ma quali sono gli impieghi più attraenti? Niente posto fisso, sorprendentemente. Siamo pur sempre in Gran Bretagna. In cima alla lista c’è lo scrittore, professione dal fascino senza tempo e che non conosce crisi (se non quella, conclamata, dell’editoria); al secondo posto l’imprenditore, naturalmente di successo. La terza piazza dell’agente immobiliare si può spiegare con i prezzi esorbitanti degli immobili a Londra, e il sogno di commissioni da capogiro.

Quarto e quinto posto sono di nuovo per l’arte: attori e autori, mentre al sesto, genericamente, si parla di uomini (o donne) d’affari. L’hospitality si prende la settima piazza, con il sogno di aprire un b&b; seguono le professioni mediche e quelle legate ad ambiente ed ecologia. Chiude la classifica, in decima posizione, la finanza. Un elenco polarizzato tra chi sogna l’ormai classico downshifting e chi, invece, non vede l’ora di gettarsi a capofitto nel business.

Secondo lo studio, chi ha trovato il lavoro dei sogni spesso lo ha incontrato attorno ai 33 anni. Se li avete passati da un pezzo, la buona notizia è che sembra la soddisfazione aumenti con l’età: i 55enni sono mediamente più sereni. Un consiglio da parte di chi ce l’ha fatta? Risparmiare, per gestire la transizione e permettersi il cambio: chi ci è riuscito, guardandosi indietro, si pente di non averlo fatto prima.

@apiemontese