Rischio Brexit, si teme un crollo della Sterlina

La Bank of England è preoccupata per una possibile crisi di liquidità nelle aste di titoli pubblici. Aumenta il costo dei derivati di protezione della valuta, sterlina a 1.25 Euro.

Rischio Brexit, si teme un crollo della Sterlina

 

Acquistare derivati di protezione contro il crollo nel valore della Sterlina dopo il referendum del 23 giugno costa più che durante la crisi finanziaria del 2008: i sondaggi sulle intenzioni di voto vedono gli elettori divisi a metà e gli investitori iniziano a prendere sul serio la possibilità di vedere il Regno Unito uscire dall’UE.

Il governo britannico si è spinto fino a richiedere alle banche di aumentare il volume di acquisto di titoli di stato, per evitare una crisi di liquidità nelle aste. Ricordiamo come Mark Carney, il governatore della Bank of England, sia tra quelli che vedono l’uscita dall’Unione come il più grande rischio finanziario per il Regno Unito.

Nel 2016, la Sterlina ha perso il 7% nei confronti delle controparti principali, il cambio con l’Euro non fa eccezione, scendendo ancora rispetto alla scorsa settimana a 1,25.

Le borse azionarie sono caute, con il FTSE MIB che chiude la settimana sotto i 18.000 punti mentre il FTSE 100 tiene quota 6.150. Entrambe le borse hanno sofferto la scarsa liquidità nel periodo pasquale e stanno recuperando terreno questa mattina.

I dati macroeconomici sono stati dominati dal dato sul prodotto interno lordo britannico, a +2,1% rispetto ad un anno fa e dai dati sull’inflazione italiana, ancora negativa a -0,2%. Il dato sulla disoccupazione in Italia è in lieve peggioramento a 11,7% mentre buone notizie arrivano dal settore manifatturiero, che segna un indice PMI  migliore di quello britannico. Venerdì l’attenzione degli operatori si è focalizzata sul dato Non Farm Payrolls statunitense, come sempre considerato il rilascio più importante del mese: l’economia americana ha aggiunto 215.000 nuovi posti di lavoro, superando le aspettative degli analisti ferme a 205.000.

Federico Lago

Londra, 4/4/2016