E’ povero un quinto dei britannici. Spesso si tratta di famiglie con disabili o figli minori

Secondo il report delle Nazioni Unite nel Regno Unito manca una soglia governativa per definire il fenomeno

E’ povero un quinto dei britannici. Spesso si tratta di famiglie con disabili o figli minori

 

C’è la Londra scintillante della City e di Canary Wharf e quella nascosta di chi non arriva alla fine del mese. Non sono solo immigrati. Ad alzare il velo è un rapporto delle Nazioni Unite firmato da Philip Alston, funzionario australiano che si occupa di povertà estrema e diritti umani.

Il resoconto mostra che, nonostante la disoccupazione in calo e l’enorme ricchezza circolante dato che l’UK è la quinta potenza economica mondiale, un quinto della popolazione britannica – 14,2 milioni di persone –  versa in difficoltà. Gli adulti in età lavorativa sono 8,4 milioni, i bambini 4,5, i pensionati 1,4 milioni. I senzatetto sono aumentati del 60% dal 2010.

Oltre tre milioni di bambini hanno genitori che lavorano ma non guadagnano abbastanza, un milione in più rispetto al 2010. L’economia, nello stesso periodo, è cresciuta di 220 miliardi di sterline. E la povertà infantile, secondo le previsioni, è destinata ad aumentare.

Ma nel Regno Unito manca una soglia governativa per definire la condizione di chi fa fatica a mettere insieme il pranzo con la cena.

La Social Metrics Commission, organismo indipendente nato nel 2016, ha cercato di colmare il vuoto. L’organizzazione ha lavorato per due anni e mezzo a un nuovo indice coinvolgendo esperti di tutte le aree politiche. L’indicatore  che ne è emerso non misura solo il reddito, ma anche l’impatto che condizioni come la disabilità comportano sul bilancio domestico.

Proprio la disabilità risulta uno dei fattori più spesso presenti nelle famiglie indigenti: il 50% dei poveri, secondo quanto riportato, vive in nuclei che contano almeno un portatore di handicap. Anche avere figli avrebbe un impatto significativo. Considerazioni di buonsenso – riconoscono gli autori dello studio –  cui, però, le rilevazioni ufficiali assegnavano un peso scarso.

Il report, fortunatamente, mostra anche qualche lato positivo: secondo i dati, negli ultimi quindici anni i pensionati se la passano meglio di prima. I giovani disoccupati, invece, la pensione rischiano di non averla mai.

A questo indirizzo è possibile leggere il report completo di Philip Alston.

@apiemontese