Mercati, la borsa di Londra cancella l’effetto Brexit

L'indice FTSE 100 torna ai livelli di prima del referendum. Debole la sterlina che quota 1.19, il livello piú basso da marzo 2014.

Mercati, la borsa di Londra cancella l’effetto Brexit

 

Dopo la turbolenza causata dal risultato del referendum, gli operatori sono tornati a focalizzarsi sui fondamentali economici cancellando l’effetto Brexit. Il FTSE 100 ha infatti superato i livelli pre-Brexit e apre la settimana appena sotto i 6.600 punti, dopo aver toccato i 5,800. L’indice ha superato i massimi del 2016, non avendo toccato questi valori da agosto 2015. La storia è decisamente differente per il FTSE MIB, che recupera solo parzialmente lo scivolone del referendum, rimanendo al di sotto del livello chiave posto a 16,500 punti. Sotto assedio ancora le banche, con MPS che ha ricevuto l’ultimatum dalla BCE per smaltire i crediti in sofferenza.

Erik Nielsen, chief economist presso UniCredit Bank AG, rimane negativo sul futuro dell’economia del Regno Unito: “I see no realistic way back” from Brexit, “and investors are underestimating the risk of a U.K. government being installed that tears up any residual relations with the EU. This means that U.K. growth is indeed most likely to head towards recession in the coming quarters, and possibly severely so.

La Sterlina non segue la buona performance dell’indice di borsa e perde ancora terreno dopo i commenti arrivati dalla Bank of England, che si è detta pronta a rilasciare nuova liquidità per tranquillizzare il sistema finanziario in questo periodo di incertezza. Il cambio con l’Euro è a 1,19, il livello più basso da marzo 2014. Segnaliamo come la valutazione degli indici britannici cambi in maniera radicale se vista con valuta straniera: per un investitore statunitense, le stocks sono il  12% meno costose, mentre uno dell’Eurozona può acquistarle con il 10% di sconto, rispetto al voto di giovedì 23 giugno.

Interessante l’intervento del cancelliere George Osborne, che ha affermato di voler portare la corporation tax al 15%, dopo il piano graduale che vedrà la tassa scendere al 17% nel 2020. La battaglia in corso all’interno del partito conservatore, pero, fa si che il suo posto nel prossimo governo sia tutt’altro che assicurato.

Federico Lago

Londra, 4/7/2016

foto: Google