Mercati Finanziari: alta volatilità della sterlina

La valuta britannica continua a perdere valore, con gli operatori che cercano di proteggersi a caro prezzo dall'incertezza del referendum.

Mercati Finanziari: alta volatilità della sterlina

 

La volatilità della Sterlina, come prevista dal mercato ad un mese da oggi, è la più alta da sette anni, con gli operatori che cercano di proteggersi a caro prezzo dall’incertezza del referendum. La scorsa notte, durante la sessione asiatica, abbiamo assistito ad un balzo dell’1,5% nel valore della moneta, tornata poi ai valori iniziali nel giro di pochi minuti. Bloomberg, dopo un sondaggio tra gli operatori, da’ la colpa ad un cosiddetto fat finger, un errore umano nella digitazione di un ordine. La Sterlina ha perso nettamente valore contro l’Euro nell’ultima settimana, dopo il sondaggio ICM che vede lo schieramento Leave in vantaggio: il cambio viaggia ora attorno all’1,28.

Il mercato azionario britannico non soffre dell’incertezza nella stessa misura, con il FTSE 100 in rialzo, appena sotto i 6.300 punti, dopo i dati negativi sull’occupazione americana di venerdì, che hanno trascinato le borse verso il basso. Il dibattito sulla Brexit ha ripercussioni anche oltreoceano, con Janet Yellen (presidente della Federal Reserve) che ha marcato come “poco probabile” un aumento dei tassi di interesse nel meeting di giugno, citando anche l’incertezza derivante dal referendum.

Il FTSE MIB ha un tono decisamente positivo oggi, guadagnando il 2% e riportandosi a ridosso della soglia dei 18.000 punti. Il prezzo del petrolio in ascesa sta aiutando la quotazione delle aziende del settore. Da segnalare il via libera della Consob all’aumento di capitale di Veneto Banca, che verrà controllata dal fondo Atlante.

I dati macroeconomici usciti in settimana hanno messo in luce come il settore manifatturiero in Gran Bretagna e Italia sia in espansione, insieme al settore delle costruzioni nel Regno Unito, con i prezzi delle case che salgono ancora del 9,2% anno su anno. Il settore dei servizi britannico continua a crescere mentre quello italiano fa piu’ fatica.

Federico Lago

Londra, 7/6/2016