“La Brexit potrebbe costare a Londra quasi 10 miliardi di sterline l’anno”

L'allarme lanciato dal sindaco Sadiq Khan che evidenzia come l'accordo stipulato rappresenta comunque una "hard Brexit" per i servizi finanziari della città

“La Brexit potrebbe costare a Londra quasi 10 miliardi di sterline l’anno”

 

La Brexit potrebbe costare davvero molto cara a Londra, quasi 10 miliardi di sterline l’anno. A dirlo nelle ultime ore il sindaco Sadiq Khan basandosi su un nuovo rapporto stilato dall’ufficio statistico e finanziario della Town Hall, il Comune della capitale inglese, in collaborazione con il Centre for Economics and Business Research.

Khan, come è noto, è sempre stato contro l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, lanciando fin dai giorni post referendum la campagna “London is open”, una sorta di invito rivolto alle grandi aziende finanziarie e istituti di credito a non lasciare la città verso altri lidi europei.

Questo perché mentre l’accordo commerciale stipulato tra Londra e Bruxelles ha cercato di tutelare produttori, importatori ed esportatori di merci da e verso il Regno Unito, attraverso un sistema che azzera quasi del tutto dazi ed extra tasse, nelle oltre 1.200 pagine dell’accordo non si parla proprio (o quasi per nulla) della questione dei servizi, tra i business principali che sorreggono l’economia londinese.

Anche perché il Regno Unito rimanendo con la propria moneta e avendo la propria banca non è mai stato di fatto tra i “relatori” dell’Eurozona.

Le società britanniche dei settori dei servizi devono ora affrontare importanti barriere per continuare a fare affari nel mercato unico europeo – ha detto il primo cittadino in un comunicato ufficiale –  e devono conformarsi a norme differenti, rispetto a quelle che vigevano (e ovviamente ancora vigono) tra gli stati membri, insieme a tutta una serie di burocrazia aggiuntiva“.

L’industria dei servizi, che comprende sia i più noti finanziari e professionali, ma anche servizi legati a questioni sul diritto, tutela nei settori creativi, tecnologici e dell’ospitalità, contribuiscono per l’80% all’economia del paese, con Londra a rappresentare la fetta più importante con il 40% gran parte verso l’estero, dato che si tratta di servizi che in buona parte vengono acquistati da società europee.

Spostandoci a valori assoluti, il settore dei servizi finanziari vale 135 miliardi di sterline all’anno e supporta oltre un milione di posti di lavoro. Di questi quattro lavori su dieci nei servizi finanziari sono nella Greater London.

L’analisi delinea i primi effetti sull’economia di Londra della riduzione degli scambi con l’UE a seguito dell’accordo sulla Brexit e mostra una potenziale perdita annuale di 9,5 miliardi di sterline di prodotto interno lordo.

Tuttavia, i risultati chiariscono anche che i costi economici potrebbero essere ancora più elevati se il governo non riuscisse a raggiungere accordi separati con Bruxelles per colmare le lacune nell’accordo commerciale per le società di servizi finanziari e professionali del Regno Unito.

Tuttavia, qualunque sia il modo in cui lo si guarda – aggiunge il primo cittadino – l’accordo raggiunto è stato l’equivalente di una “hard” Brexit per i servizi finanziari e professionali, e le nostre aziende ora devono affrontare una montagna di burocrazia costosa causata dal fatto che il Regno Unito deve commerciare con l’UE come “paese terzo”“.

@AleAllocca


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