Hard Brexit e speculazioni mandano a picco la Sterlina

La valuta britannica collassa nella notte tra giovedi e venerdi e chiude la settimana sul valore di 1.11 Euro.

Hard Brexit e speculazioni mandano a picco la Sterlina

 

Gli operatori europei si sono svegliati con una sorpresa venerdì mattina: nel corso della notte la Sterlina ha perso il 6% in due minuti, toccando 1,18 con il Dollaro USA e 1,06 con l’Euro. L’intero settore ha iniziato a speculare sulle ragioni della caduta improvvisa, chi dando la colpa ad un errore umano, chi ad un algoritmo mal progettato (e chi progetta gli algoritmi?). Il movimento inaspettato, iniziato quando la liquidità sui mercati risulta particolarmente bassa, è stato velocemente corretto nei minuti successivi. La Sterlina ha comunque chiuso la giornata in pesante calo, a 1,11 contro l’Euro, rispetto al valore di 1.15 con il quale aveva aperto la settimana.

Nonostante la causa del “flash crash” nel mercato valutario sia con tutta probabilità da imputare alla speculazione, i due minuti di follia ben riflettono la preoccupazione degli operatori e dei business verso le dichiarazioni del primo ministro May e dei three bexiteers durante la conferenza del partito conservatore a Birmingham:  il Governo appare orientato verso una hard brexit, che tra le altre cose vorrebbe dire la perdita del diritto di “passporting” per i servizi finanziari verso l’Unione Europea; una prospettiva resa ancora piu allarmante dal fatto che il pil britannico è costituito per l’80% da servizi.

Le notizie arrivate da oltreoceano non sono migliori: il mercato del lavoro statunitense ha aggiunto solo 156.000 nuove posizioni, contro attese ben più alte. Questo farà pensare Janet Yellen a lungo sull’opportunità di alzare i tassi di interesse prima della fine dell’anno. Anche Mario Draghi ha reiterato in settimana come il momento di stringere la borsa per la Banca Centrale Europea sia ancora lontano, dopo alcune indiscrezioni che indicavano il contrario.

L’effetto di questo clima di incertezza sulla ripresa economica che stenta ancora a prendere piede non ha fatto bene alle borse dei paesi sviluppati, tutte in rosso per la settimana, con l’eccezione di Londra: la Sterlina debole, infatti, aiuta l’esportazione e gonfia la perfomance di chi prepara il proprio bilancio in valuta straniera, come BP.

Il FTSE 100 ha chiuso la settimana sopra i 7.000 punti, dopo una performance eccezionale nei giorni di lunedì e martedì mentre in Italia il FTSE MIB chiude a 16.400, dopo un’altalena del comparto bancario. Da segnalare il successo della prima asta della storia di BTP a 50 anni, che ha attratto soprattutto investitori stranieri.

Federico Lago

Londra, 8 ottobre 2016

foto: grafico da xe.com