Gas ed energia in UK, quando Davide sfida Golia

Secondo Ofgem, ente regolatore britannico, si è registrato un picco di richieste nel cambio di gestore verso piccoli fornitori che sfidano i colossi

Gas ed energia in UK, quando Davide sfida Golia

Gli inglesi sono noti per andare a caccia di affari. I negozi propongono sconti continuamente, ci sono saldi in tutte le stagioni e poi offerte due per tre e ribassi. Ma c’è un settore nel quale la caccia alla migliore offerta è ancora una rarità. Si tratta del settore dell’energia, come è emerso chiaramente in questi giorni. Il primo campanello d’allarme è arrivato da Greg Clark, segretario che segue il settore energia, che durante un’intervista alla Bbc ha candidamente confessato di non aver mai cambiato l’azienda di servizi da cui riceve energia e gas, un po’ per pigrizia un po’ per la paura di fare ricerche, confronti e pratiche scritte.

Sono queste in fondo le ragioni concrete per cui la formula di fare shopping incrociando le tariffe e cercando, in caso, anche aziende piccole e nuove, che si dimostrano più affidabili e attente al consumatore, faticano a prendere piede.

Pigrizia a parte, però, qualche segnale positivo sta cominciando ad arrivare. Secondo un’indagine compiuta da Ofgem, ente regolatore britannico per questo genere di servizi, lo scorso anno si è registrato un picco di richieste nel cambio di gestore, superiore a quanto era accaduto negli ultimi sei anni. Sono infatti stati completatti 7 milioni e 700mila passaggi, con un aumento di un milione e 700mila, che risulta pari a un 28 per cento in più. Un picco storico, certo, che però ha finito per interessare solo il 15 per cento degli utenti.

L’altro dato interessante è che la metà di coloro che si sono affidati a una nuova azienda ha scelto realtà minori, nuove e competitive, abbandonando i colossi, che per ragioni storiche e di dimensioni tendono a fare il bello e cattivo tempo sul mercato. Negli ultimi giorni, ad esempio, hanno annunciato di voler alzare i tassi affidandosi a standard variabili, il che significa che gli utenti dovranno mediamente pagare più di prima. Un’ulteriore ragione per riflettere sulla possibilità di cambiare sistema e anche operatore. Secondo alcune stime, infatti, si potrebbe arrivare a risparmi anche di 230 sterline l’anno.

A chi si fa spaventare dall’idea di confrontare i prezzi, contattare servizi clienti e compilare moduli, va segnalato che anche l’aspetto burocratico si sta modificando, in un settore che diventa sempre più competitivo. Se un tempo per cambiare la gestione di elettricità e gas servivano cinque settimane e più, adesso si completa il processo in tre settimane. Secondo i responsabili dell’Ofgem, anche se i due terzi dei consumatori restano fedeli alla vecchia linea per pigrizia o per paura di avventurarsi tra pratiche e scartoffie, il risveglio di interesse di almeno un terzo di essi potrebbe diventare importante.

Quasi fare da monito alle grandi compagnie perché comincino ad abbassare i prezzi, in modo da evitare di perdere clienti e vivere momenti di crisi. Certo, il mercato potrebbe essere più competitivo, ma qualche segnale arriva anche in questa direzione, con compagnie straniere che non hanno paura di affacciarsi al mondo commerciale britannico, convinte di poter contare su competitività e attenzione al cliente, oltre che sull’esperienza matrurata in patria e utile da mettere in gioco in un ambito che, sino ad oggi, si è dimostrato davvero troppo statico.


Articolo realizzato con il supporto di Green Network Energy – la prima azienda italiana di energia nel Regno Unito