Finanza: il bilancio della settimana del 30/3/2015

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“London Stock Exchange 1520” by Kaihsu Tai – Own work. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons

 

Come avviene all’inizio di ogni mese, questa settimana è stata dominata dall’attesa dei dati sull’occupazione americana. I dati hanno deluso le attese con una lettura del Non Farm Payrolls (il numero di nuovi posti di lavoro escludendo l’agricoltura) scesa a 126.000 unità, dato peggiore dal 2013.

Oggi la maggior parte delle borse europee è chiusa, compresa Piazza Affari. L’indice FTSE inglese ha risentito pesantemente delle notizie da oltre oceano, chiudendo la settimana sotto i 6.800 punti, ben lontano dalla soglia psicologica dei 7.000.

In settimana i dati economici provenienti dalle imprese italiane sono stati incoraggianti: il sondaggio sulla fiducia ha segnato 103,7 punti, seguendo il sentiero tracciato negli ultimi mesi: a maggio 2012 gli imprenditori avevano fatto scendere l’indicatore fino a 86,6. Buono il morale degli addetti agli acquisti nelle grandi aziende manifatturiere, che ha indicato un’espansione dell’attività per il secondo mese di fila.

I dati sulla disoccupazione non hanno purtroppo confermato l’entusiasmo delle aziende, facendo registrare un 12,7% di lavoratori senza impiego. La lettura sull’inflazione non ha riservato sorprese, rimanendo appena negativa: -0,1% rispetto ad un anno fa.

Il prodotto interno lordo britannico è salito ulteriormente ad un +3,0% rispetto ad un anno fa, confermando l’ottimo stato di salute dell’economia, superando le attese degli analisti che lo vedevano fermo a +2,7%.  Anche in Gran Bretagna gli addetti agli acquisti hanno segnalato un aumento dell’attivita’ durante lo scorso mese.

Il cambio Sterlina-Euro è tornato sui minimi della settimana scorsa, attorno a 1,35, un nulla di fatto probabilmente dovuto ai bassi volumi negli scambi di questa settimana.

 

Federico Lago

Managing Director – Bull Moose Derivatives

Londra, 3/4/2015