Finanza: il bilancio della settimana del 23/3/2015

CARNEY
Mark Carney, Governatore della Bank of England (foto: World Economic Forum from Cologny, Switzerland (CC BY-SA 2.0)

 

E stata una settimana decisamente movimentata in termine di eventi macroeconomici quella iniziata il 23/3/2015 e conclusa venerdi 27/3/2015. Gli operatori sono alla caccia di indizi sulle prossime mosse delle bance centrali.

Sul mercato valutario, l’Euro ha continuato a rafforzarsi sulla Sterlina proseguendo il movimento visto nella scorsa settimana dopo il forte deprezzamento dei mesi passati, dovuto al programma della BCE di acquisto di titoli di stato (Quantitative Easing) e alle attese di rialzo dei tassi di interesse da parte della Bank of England. Al momento il cambio si attesta a 1.36.

I dati sull’inflazione inglesi sono stati deludenti, con l’indicatore principale che e’ calato fino al 0%, anche se la componente core, che non tiene conto della variazione del prezzo dell’energia, ha registrato un più incoraggiante +1,2%. Il governatore Carney, commentando oggi le notizie presso la Bundesbank ha affermato: “The Bank of England is still on track for its next move in interest rates to be up, even though inflation rates are quite low largely due to energy prices” (Reuters).

In Italia la bilancia commerciale con i paesi extracomunitari si è attestata a +2,84 miliardi. Gli ordini industriali hanno fatto registrare una pesante caduta rispetto al mese precedente, con -3,6%. Le vendite al dettaglio tengono, con un aumento dello 0.1% su base mensile. Ottime notizie dal mercato del lavoro: il tasso di crescita degli stipendi si e’ confermato all’1%, confermando le aspettative degli analisti e l’occupazione è tornata a salire nei primi due mesi del 2015 facendo registrare un +12,6%. A gennaio e febbraio sono stati firmati 1.382.978 contratti, con un aumento di 154.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2014.

Gli indici borsistici hanno risentito pesantemente delle tensioni attorno alla permanenza della Grecia nell’Eurozona e l’attacco saudita alle posizioni sciite in Yemen. Il FTSE britannico ha ritracciato dai massimi storici a quota 7.000 punti, finendo la settimana a 6.850, per uno slittamento del 2%. Il FTSE Mib è stato meno influenzato dal nervosismo degli operatori, confermando l’opinione generale che vede l’Italia in crescita nel futuro, mantenendosi al di sopra dei 23.000 punti, sostanzialmente invariato su base settimanale.

 

Federico Lago

Managing Director – Bull Moose Derivatives

Londra, 27/3/2015