Ecco Figaroo, la startup italiana per il clubbing di lusso

Marco Scotti è alla terza startup e ha scelto Londra per fondarla. Nell'intervista ci spiega perchè nella capitale britannica è più facile fare impresa

Ecco Figaroo, la startup italiana per il clubbing di lusso

 

Ventisette anni, nato a Napoli, Marco Scotti è il fondatore di Figaroo, piattaforma dedicata agli amanti del clubbing di lusso. A quella categoria di nightlifers, cioè, che non entra in discoteca se non ha un tavolo prenotato. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare come è nata l’idea e quanto sia stato facile tramutarla in una società nella capitale inglese.

Perché proprio in riva al Tamigi?
“Per un giovane imprenditore è imperativo trarre vantaggio da tutte le opportunità che vengono offerte” spiega Scotti a Londra, Italia. “Scegliere la città giusta per avviare la propria attività è di fondamentale importanza. E il supporto dell’ecosistema è decisivo per iniziare con il piede giusto. Dopo qualche anno di esperienza negli USA, Figaroo è la mia terza società. Ho intravisto la possibilità di espandere la sharing economy nel settore del lusso, e con i risparmi della mia attività americana ho deciso di provarci in quella che è la capitale del lusso in Europa”.

Ci sono strumenti particolari che ti hanno reso più semplice cominciare?
“Londra, ed il Regno Unito in generale, sono un posto eccezionale per avviare un’attività tecnologica. Ci sono strumenti ideati per supportare le aziende sin dai primissimi passi: ad esempio  gli Start-Up loans, R&D cashback, SEIS tax reliefs. Non mancano, inoltre, grossi gruppi di angel investors e piattaforme di crowdfunding. La nascita probabilmente costituisce il momento più delicato per una start-up; dall’idea alla prima versione di prova del prodotto/servizio possono passare 6 mesi nei quali è quasi impossibile raccogliere capitale da investitori esterni i quali, non avendo la possibilità di valutare risultati concreti, in questo stadio percepiscono l’investimento come troppo rischioso”.

Marco Scotti

Come si raccoglie il capitale iniziale?
Gli “Start-Up loans” abbattono esattamente questa barriera, fornendo un prestito senza richiesta di garanzie fino a £25,000 per fondatore dell’azienda. Questi soldi permettono di coprire le spese personali e le prime spese di business finchè non si ottiene un prototipo da mostrare agli investitori. Il Governo inglese interviene in maniera estremamente generosa anche una volta realizzato il prototipo di prodotto/servizio per il mercato. Infatti, grazie al  SEIS tax relief, il 50% del capitale investito in start-up giovani viene detratto dalle tasse personali di questi ultimi. A tutti gli effetti, quando una start-up riceve  £10,000, tramite SEIS, l’investitore esborsa £5,000.

E poi cosa accade?
Un eccellente veicolo per la raccolta di capitale è “l’equity crowdfunding”, ovvero la vendita di azioni della start-up su internet: un pubblico più ampio che partecipa con cifre ridotte e che può comprare azioni delle start-up a partire da appena £10. La piattaforma di crowdfunding più grande in UK si chiama Crowdcube ed è quella che ho scelto anch’io per la prima vendita di azioni di Figaroo.

A che punto sei arrivato, ora?
Ho iniziato questa avventura con un capitale molto limitato e pian piano sono riuscito a creare un team, sviluppare una versione beta (di prova) del prodotto, effettuare la prima vendita, accrescere il mio portafoglio clienti ed essere accettato per la prima raccolta di capitale su Crowdcube. Il round sarà aperto fino al 22 dicembre 2018. Chiediamo 90.000 sterline e siamo a metà strada: se il nostro progetto vi incuriosisce, è possibile visualizzare il business plan e partecipare alla realizzazione cliccando qui”.