Da MoneyFarm a Smartika, cresce a Londra il FinTech italiano

Le start-up italiane del settore scelgono Londra per cercare talenti e raccogliere capitali.

Da MoneyFarm a Smartika, cresce a Londra il FinTech italiano

 

Londra si conferma capitale europa del FinTech, il settore delle start-up che stanno reinventando i servizi finanziari con l’uso della tecnologia e delle logiche di condivisione. È nella capitale britannica che le aziende italiane del settore vengono a promuovere i loro servizi, a cercare talenti e a raccogliere capitali.

La prima azienda FinTech italiana a sbarcare a Londra è stata MoneyFarm di Paolo Galvani e Giovanni Daprà, società che offre un servizio online di consulenza finanziaria indipendente e gestione degli investimenti. Invece di andare in banca si fa tutto via internet, in modo semplice e con un significativo risparmio sulle commissioni. Alle spalle c’è molta tecnologia e processi innovativi. È un settore già molto diffuso negli USA ed in fase di crescita nel Regno Unito.

Lo scorso novembre MoneyFarm ha concluso con successo a Londra un round di finanziamento di 16 milioni di Euro  con i quali sta finanziando l’ingresso nel mercato UK (già autorizzato da FCA) e lo sviluppo internazionale. Nelle ultime settimane, l’azienda italiana ha annunciato l’ingresso nel management team di due senior executives provenienti da aziende come last.fm e Google. Il lancio del servizio in UK è previsto nel corso dell’anno.

Un’altra realtà italiana del FinTech che si è fatta conoscere nella capitale britannica è Smartika, azienda che opera una piattaforma online di prestiti tra privati. Pochi giorni fa, Smartika ha eseguito a Londra un aumento di capitale per 4,5 milioni di Euro.  L’operazione è stata coordinata dalla Hamilton Ventures, boutique londinese di Merchant Banking attiva prevalentemente nel settore Tecnologico e FinTech, guidata dall’italiano Gustavo Perrotta e da Sir Peter Middleton.

Fondata nel 2012 con sede a Milano, Smartika sta sviluppando in Italia il concetto del credito tra privati, noto anche come peer-to-peer lending o social lending.  È un modo innovativo di ottenere finanziamenti e prestiti, ispirato ai principi della sharing economy alla base di aziende come Uber e Airbnb.  Anche in questo caso, il privato che ha bisogno di un prestito non va in banca ma inserisce online la sua richiesta rivolgendosi alla community di prestatori registrata sul sito. Un settore ancora agli albori in Italia, ma che Maurizio Sella, Presidente di Smartika stima possa arrivare nel giro di alcuni anni a un valore di 300 milioni di euro. Attualmente l’azienda può contare in Italia su 6mila prestatori attivi e 20 milioni di euro già erogati.

Il Social Lending è nato proprio a Londra nel 2005. La prima azienda ha offrirlo è stata Zopa, oggi leader del mercato UK con oltre 500mila clienti. Molto attiva è anche Funding Circle, società specializzata nei prestiti online alle piccole e medie imprese. In questo settore Funding Circle è ormai diventata il terzo istituto in UK dopo RBS e Lloyds, e sembra destinata a crescere ancora. Lo scorso aprile Funding Circle ha ottenuto sulla piazza londinese $150m di funding, il maggiore deal dell’anno.

L’interesse per il FinTech è stato molto elevato nell’anno appena trascorso. Secondo i dati ufficiali di London & Partners, nel corso del 2015 le aziende tecnologiche basate a Londra hanno raccolto dai venture capitalists la cifra record di $2.28Bn. Di questi, quasi il 25% è stato raccolto da aziende specializzate nel FinTech. Il 2016 promette di continuare su questo trend.

Francesco Ragni

Londra, 13/1/2016