BBC e ITV creano l’anti-Netflix: il colosso USA si batte col “local”

Dodici anni fa fu l'Antitrust britannica, con un errore colossale, a spianare la strada al gigante americano. Ora i due player ci riprovano

BBC e ITV creano l’anti-Netflix: il colosso USA si batte col “local”

 

Come si combatte Netflix?  BBC e ITV, le due principali emittenti televisive britanniche, hanno annunciato l’accordo per dare vita a una nuova piattaforma streaming. Si chiamerà Britbox, sarà a pagamento e disponibile entro la fine dell’anno. La joint venture intende contrastare lo strapotere del gigante a stelle e strisce, che sta fagocitando il mercato dell’intrattenimento, e andrà  ad aggiungersi ad Amazon Video e Now TV.  ITV ha investito 65 milioni di sterline nel progetto, BBC non ha reso nota la cifra.

Particolare la scelta editoriale: su Britbox non si vedranno le dirette di BBC e ITV nè gli show più recenti delle due emittenti, che continueranno ad essere disponibili gratuitamente su BBC player e IBT Hub Services. Dopo un certo periodo di tempo (un mese, secondo alcuni quotidiani) interviene il paywall: tutti i contenuti finiranno in archivio e gli utenti potranno accedervi solo pagando l’abbonamento alla nuova piattaforma per una cifra che si aggirerebbe sulle sette sterline al mese. Il piano editoriale prevede anche produzioni realizzate ad hoc.

Secondo l’ad di ITV Carolyn McCall, il servizio non sarà alternativo, ma “complementare a Netflix, perché fa qualcosa di molto diverso”. Ma cosa?

CONTENUTI PENSATI PER IL PUBBLICO UK – A differenza del marchio USA, che produce show di taglio globale,  i contenuti di Britbox saranno pensati esplicitamente per il pubblico del Regno Unito, ed offriranno quindi un’esperienza marcatamente “local”. Budget ridotti rispetto a quelli faraonici del colosso statunitense, per realizzare un prodotto rivolto a chi apprezza il gusto d’Oltremanica. Stop, naturalmente, alle licenze concesse a terzi: tutto quanto prodotto resterà, salvo accordi differenti, in casa.

L’authority britannica per la concorrenza plaude all’iniziativa, che amplia l’offerta di mercato e, vede i broadcaster del Regno Unito “collaborare per tenere il passo dei player globali, offrendo contenuti di qualità targati UK dove e quando questi desiderano vederli”.

UN ERRORE MADORNALE – In realtà, la Competition Commission è responsabile dell’attuale situazione in cui un attore sovrasta tutti gli altri. 

Fu, infatti, la stessa authority a bloccare sul  nascere dodici anni  “Project Kangaroo”, che raccoglieva BBC, ITV e Channel4. Preoccupati dalla mancanza di concorrenza interna e poco informati su quanto stava accadendo in America, i commissari non previdero l’arrivo di Netflix, che da oltreoceano trovò un’autostrada spalancata e adesso domina il mercato incontrastata.

“Siamo molto sorpresi dalla decisione – commentò allora il presidente esecutivo di ITV Michael  Grade –  Secondo il manager, Project Kangaroo era in grado di “competere nell’affollato mondo online contro i giganti che dominano il mercato globale“. Parole che oggi suonano quanto mai profetiche. Ma il danno era fatto.

Più di dieci anni dopo due dei tre partner ci riprovano, con Channel 4 già stato invitato a unirsi alla compagine assieme a Channel 5. Riusciranno a scalfire il predominio di Netflix?

@apiemontese


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