Bottiglie riciclate in cambio di buoni spesa. A Londra il test è un successo

Gli speciali raccoglitori lanciati dalla catena Iceland che ha accumulato in poco tempo 300mila pezzi

Bottiglie riciclate in cambio di buoni spesa. A Londra il test è un successo

 

Doveva essere solo un esperimento, ma i risultati sono stati così positivi che diventerà l’esempio cui ispirarsi. Tanto che già nei prossimi mesi potrebbero comparire in diversi supermercati i distributori automatici che ritirano le bottiglie di plastica vuote e in cambio danno buoni da spendere in negozio.

A tentare questa strada è stata la catena Iceland, specializzata nei surgelati. Ha collocato in alcuni punti vendita a Fulham, nella zona ovest di Londra, a Wolverhampton, a Musselburgh vicino a Edimburgo e a Mold, nel Galles del Nord, dei distributori speciali, che accettavano bottiglie di plastica piccole e grandi, riconoscendo il codice di vendita, e restituivano in cambio buoni spesa da 10 pences a bottiglia. E nel giro di nove mesi, da marzo a novembre, sono stati raccolti oltre 300mila pezzi, con una media di 300 al giorno.

A spingere la gente ad usare la macchina del riciclo è stato lo sconto promesso, ma ha avuto un peso anche la certezza che la plastica sarebbe stata davvero riciclata.

Spesso infatti i cittadini non si impegnano nella raccolta differenziata, perché sanno che alla fine non verrà riciclata davvero. Una stima recente segnala che un quinto dei rifiuti differenziati finiscono comunque negli inceneritori, perché non sono stati separati in modo corretto, nelle case o in uno dei passaggi successivi.

Secondo un sondaggio compiuto tra i clienti del supermercato le macchine del recupero della plastica sono risultate particolarmente interessanti per i bambini, per i quali sono diventate una forma di educazione ambientale.

I piccoli si sono fatti affascinare dall’idea e hanno coinvolto i propri genitori in un processo che sembra un gioco eppure ha a che fare con il benessere del pianeta e di chi lo abita.

A Londra, poi, nel negozio di Fulham si sono avuti i risultati migliori, segno che in città l’urgenza della salvaguardia dell’ambiente comincia ad essere avvertita.

Al termine della sperimentazione i responsabili di Iceland hanno sottolineato che intendono continuare con questo progetto, ampliando il numero dei negozi che offrono il servizio. Ancora hanno annunciato che vogliono coinvolgere il governo perché lanci uno schema analogo a livello nazionale, coinvolgendo negozi e punti vendita di diverse dimensioni.

I cittadini chiedono di combattere l’invasione della plastica e abbiamo il dovere di sostenerli” hanno spiegato i responsabili della catena di supermercati.

Da parte sua il ministro dell’ambiente Michael Gove, entusiasta per gli esiti del progetto pilota, ha annunciato che il governo potrebbe introdurre uno schema di deposito per la restituzione di bottiglie di plastica e lattine entro il 2023.

Una evoluzione del vuoto a rendere in voga cinquant’anni fa per il vetro, che potrebbe essere esteso anche al riciclo delle tazze “usa e getta” del caffè.

Sull’onda di questa rivoluzione, pure la Scozia si sta organizzando per far partire un programma simile.

Una scelta necessaria, se si considera che circa 13 miliardi di bottiglie di plastica vengono vendute ogni anno nel Regno Unito e solo il 74 per cento ha una seconda vita attraverso il riciclo, mentre oltre tre miliardi di bottiglie vengono incenerite, generando un impatto pesante sull’ambiente. In Norvegia, invece, dove il sistema del vuoto a rendere funziona da tempo, il riciclo raggiunge il 96 per cento: una vittoria su tutta la linea.

Foto @Iceland


Articolo realizzato con il supporto di Green Network Energy – la prima azienda italiana di energia nel Regno Unito