La London Living Wage aumenta a £9.15/ora, ma sono ancora poche le aziende che la adottano

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Foto: www.london.gov.uk

Il sindaco di Londra Boris Johnson ha annunciato oggi che il salario minimo di riferimento per i lavoratori di Londra (definito “London Living Wage”) aumenterà dagli attuali £8.80/ora a £9.15/ora, un incremento del 4%.

Nella stessa occasione il Sindaco ha rivelato che il numero di aziende che usano questo parametro come salario minimo sono raddoppiate negli ultimi dodici mesi, includendo nomi importanti come Google, ITV e Nationwide, ma il loro numero rimane ancora basso (sono circa 400).  Le ultime stime dicono che meno di un 1/10 delle aziende di Londra oggi paga il London Living Wage.

Per legge, infatti, tutte le aziende sono solo obbligate a pagare il salario minimo (“minimum wage”), fissato su base nazionale a £6.50/ora per gli over-21 e a £5.13 per i ragazzi di età compresa tra 18 e 20 anni.

Nonostante sia ampiamente riconosciuto il fatto che questo salario non consente di coprire i costi essenziali per vivere, le aziende non hanno alcun obbligo di pagare di piú e sono soltanto “esortate” a fissare un valore piú’ alto per il loro salario piú basso. Questo valore è il cosiddetto “living wage”, fino a oggi fissato in £8.80/ora a Londra e in £7.65 fuori Londra, e adesso aumentato a £9.15/ora per Londra e £7.85/ora per i fuori-Londra.

Gli economisti e gli analisti sono uniti nel raccomandare che le aziende aumentino il loro salario minimo e adottino la London Living Wage.  Una recente ricerca della Queen Mary University ha stimato che se tutti i salari minimi fossero adeguati alla London Living Wage, lo Stato risparmierebbe £823 milioni (tra maggiori entrate fiscali e minori spese per benefits).  Uno studio di KPMG ha invece sottolineato il carattere discriminatorio adottato dai datori di lavoro, evidenziando come tra le persone pagate meno della London Living Wage via sia un numero elevatissimo di part-time, donne e lavoratori giovani.

Il leader dei Labour, Ed Milliband, si è  espresso fortemente a favore dell’incremento dei salari, inserendolo nel manifesto del suo partito per le prossime elezioni generali.   Il Primo Ministro David Cameron è stato meno determinato e ha soltanto detto di supportare l’idea “in principle”.