“100mila euro l’anno, il giusto prezzo per vivere sotto il sole in Italia”

La nuova normativa fiscale pensata per convincere ricchi stranieri a vivere in Italia, sul modello del regime "non-dom" britannico, al centro di un seminario all'Ambasciata di Londra

“100mila euro l’anno, il giusto prezzo per vivere sotto il sole in Italia”

 

Una tassa fissa di 100mila euro l’anno per convincere ricchi stranieri a trasferirsi in Italia come non-domiciliati, la possibilità per i non-europei di “comprare” un visto investendo in aziende e obbligazioni italiane, e una tassazione agevolata per i cervelli di ritorno, italiani oggi all’estero interessati a rientrare nel nostro paese.

Sono questi i tre nuovi strumenti legislativi con i quali l’Italia va all’attacco di paesi come il Regno Unito per attrarre grandi capitali privati dall’estero e aumentare le entrate fiscali. L’obiettivo sono i cosiddetti High Net Worth Individuals (HNWI), persone con capitali personali e redditi molto elevati, costantemente alla ricerca di paesi dove vivere nel modo migliore, con la tassazione piú leggera possibile.

Se ne è parlato oggi all’Ambasciata d’Italia a Londra in occasione di ”UK and Italy Tax & Legal Update 2017”, il seminario annuale sui temi fiscali nei due paesi organizzato dallo studio Belluzzo e Partners in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana nel Regno Unito. Un incontro svoltosi alla presenza di rappresentanti del Ministero del Tesoro italiano e inglese e di un centinaio di professionisti del settore.

Al centro dell’attenzione il pacchetto di misure pensato per attrarre in Italia stranieri con elevati capitali. Nessuna tassazione sui redditi prodotti all’estero (a fronte di una flat tax di 100mila euro l’anno), niente tasse su successione o regali, nessuna tassazione sui capitali in entrata, il tutto per un massimo di 15 anni e con la possibilità di lasciare il regime fiscale in ogni momento. Il tutto ad un costo fisso di 100mila l’euro anno (piú 25mila per ciascun familiare). Un residency package che gli esperti valutano molto competitivo e per certi versi migliore di quello in vigore da decenni nel Regno Unito (che però è gratis per i primi 7 anni). Una differenza su tutte: anche gli italiani residenti all’estero potranno chiedere di sfruttare la normativa non-dom, mentre nel Regno Unito la stessa è riservata solo ai non britannici. E per richiedere il nuovo regime fiscale è prevista una procedura estremamente snella: basta compilare un modulo di 3 pagine e rispondere a 20 domande.

L’altra novità per gli stranieri è la possibilità di ottenere automaticamente un visto italiano investendo una certa somma in Italia: minimo 500mila euro in start-up, 1 milione in aziende o 2 milioni in titoli. In pratica, l’Italia “venderà” la residenza italiana (valida in tutta la zona Schengen) in cambio di investimenti. Per gli italiani oggi all’estero, invece, la possibilità di rientrare in Italia beneficiando di una no-tax area sul 50% dei redditi

L’impressione è che con le ultime normative l’Italia si sia avvicinata molto al Regno Unito come destinazione di riguardo per i ricconi mondiali. Certo, la flat-tax di 100mila euro potrà apparire elevata in confronto alla gratuità dell’analogo sistema britannico, ma come commenta uno dei partecipanti all’incontro “in fondo è il giusto prezzo da pagare per vivere sotto il nostro sole”.

Molto limitate invece le novità fiscali di quest’anno in UK. Un budget, quello presentato nei giorni scorsi dal Cancelliere, che ha preferito puntare alla stabilità economica, evitando di aggiungere nuovi elementi ad uno scenario già molto incerto a causa della Brexit. Non a caso l’unica modifica sostanziale (l’aumento della National Insurance contribution per i Self employed) è stata subito oggetto di attacchi bi-partisan costringendo il Governo May ad un immediato dietro-front.