Voce agli artisti migranti del Belpaese: l’iniziativa dell’Istituto di cultura italiano a Londra

Sette episodi video che vedono protagonisti altrettanti performers col tricolore nel DNA ma nati in giro per il mondo

Voce agli artisti migranti del Belpaese: l’iniziativa dell’Istituto di cultura italiano a Londra

 

E’ disponibile da oggi sul canale Vimeo dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra (ICI) il quinto episodio della serie Performing Italy: Sette video ritratti di artisti dal background migratorio nel teatro contemporaneo italiano.

Il progetto, ideato dall’Istituto di Cultura e prodotto da Suq Festival e Teatro, intende dar voce alle storie, le aspirazioni e le riflessioni dei nuovi artisti italiani, migranti di prima, seconda o terza generazione.

Sono le loro parole a raccontarci cosa significa essere straniero nei teatri italiani, sentirsi diverso ma anche uguale, primo ma anche ultimo. Spesso costretti in ruoli stereotipati, altre volte in conflitto con i loro “diversi pezzi di identità,” poco rappresentati, ma anche bramosi di portare sul palco un dialogo, un incontro, una storia. Il contributo di questi artisti è di fondamentale importanza per la scena culturale del Bel Paese, ma anche troppo spesso trascurato.

Ed ecco che l’iniziativa dell’ICI punta proprio a far sì che le storie di chi il mondo del teatro lo fa e lo cambia acquistino visibilità, instaurino un confronto e siano motore di integrazione. La missione del Suq Festival di Genova è da anni quello di creare, attraverso il linguaggio delle arti performative, un’occasione di crescita, conoscenza e dialogo fra culture. L’Istituto londinese ha voluto far propria questa missione per dare voce a 7 artisti ed offrire il loro “sguardo inedito” su come il teatro italiano contemporaneo cambia e “si apre.”

L’Italia è il secondo paese in Europa per numero di stranieri residenti (5,3 milioni all’1 gennaio 2019, di cui 3,7 milioni di cittadini extra-UE, fonte Eurostat). Molti di questi hanno ottenuto la cittadinanza, altri no. Ma sui palchi c’è ancora poca consapevolezza di queste realtà. “Fare teatro è difficile di per sé. Ma fare teatro ed essere migrante lo è ancora di più, racconta Alberto Lasso, nato a Panama da madre peruviana ed immigrato in Italia durante le scuole medie. “Ma la pratica teatrale è inclusiva per la sua vera natura,” continua l’artista. “Ti costringe ad un rapporto con l’altro aperto e dialogico.”

Gli episodi precedenti, che rimangono disponibili sul canale Vimeo dell’ICI, hanno visto coinvolti Shi Yang Shi, Bintou Outtara, Marcela Serli e Alberto Lasso. Di 15 minuti circa l’uno, questi episodi hanno ripercorso il passato, il presente ed i progetti futuri di questi performers. “Non dobbiamo essere uguali per capirci,” racconta Marcela, argentina di nascita. Lì sta la forza del teatro, nella diversità come arricchimento, come risorsa e come opportunità.

Insieme a Katia Pizzi, direttrice dell’ICI, ha partecipato al progetto anche Margherita Laera dell’Università del Kent. Gli episodi sono disponibili gratuitamente, sono rivolti ad un pubblico misto e sono disponibili con sottotitoli in inglese. I prossimi appuntamenti saranno oggi, 18 febbraio, e il 25 febbraio ed il 4 marzo.