“The Times They Are A-Changin”: la lezione di Ignazio Visco alla London School of Economics

Il governatore della Banca d’Italia invita gli studenti a prepararsi ai cambiamenti; e lo fa usando le parole di Bob Dylan

“The Times They Are A-Changin”: la lezione di Ignazio Visco alla London School of Economics

 

“Fareste meglio a cominciare a nuotare…perché i tempi stanno cambiando” avvertiva Bob Dylan in una delle sue celebri canzoni.

Era il 1964 e oggi a Ignazio Visco– governatore della Banca d’Italia dal 2011 – le parole della nota canzone suonano quasi profetiche, tanto da citarle per aprire il suo discorso alla London School of Economics e dichiarando che si, i tempi sono davvero cambiati e “stanno cambiando per il meglio”.

Il governatore, ospite ieri della LSE Italian Society in collaborazione con l’Institute of Global Affairs, ha illustrato – tramite l’uso di dati e fattori storici – come negli ultimi cinquant’anni l’intera storia dell’umanità sia stata soggetta al continuo cambiamento: sociale ed economico, ma anche politico, religioso, tecnologico e demografico.

Ed è proprio “cambiamento” la parola chiave del suo discorso, incentrato soprattutto sullo sviluppo tecnologico e come questo abbia reso possibili enormi trasformazioni e agevolazioni in nuovi campi lavorativi (come quello legato alla robotica e alle intelligenze artificiali) dagli anni cinquanta fino ad oggi.

Ignazio Visco alla LSE (foto: M.Agostini)
Ignazio Visco alla LSE (foto: M.Agostini)

Un discorso per la maggior parte ottimista, ma non privo di alcune specifiche osservazioni sul deficit europeo ed italiano in materia di entrate/reddito e occupazione.

“Prima di domandarci che impatto possano avere le nuove tecnologie sul lavoro e sulle competenze richieste dal mercato, per far fronte a possibili rischi di questa rivoluzione digitale è compito dello stato e delle policies economiche agire con risolutezza per rimuovere ogni impedimento a possibili investimenti”  dice Visco, e lo fa riferendosi in particolar modo all’Italia dove “vi è un alto potenziale di miglioramento” ma dove obiettivi proposti venti anni fa ( in particolar modo sui fronti di impresa, inglese, informatica, le cosidette “tre i” ) non sono stati ancora del tutto realizzati.

Alle aziende italiane, Visco rimprovera lentezza e mancanza di coraggio nell’adozione di nuove tecnologie.  Troppo spesso, dice il Governatore, l’impresa italiana è eccessivamente preoccupata dal cercare di prevedere in anticipo l’effetto di una nuova tecnologia, quando invece dovrebbe prepararne il campo.

La soluzione? Ignazio Visco invita innanzitutto ad acquisire le “skills necessarie” ovvero: pensiero critico, problem-solving, lavoro di squadra, efficienti abilità di comunicazione e apertura verso cooperazione e innovazione. Ma non solo: l’ospite, riferendosi anche all’Unione Europea in generale ripone fiducia e convinzione negli stati membri (“sono convinto che se questi investissero di più in infrastrutture, ricerca, difesa e sicurezza si otterrebbe molto di più”) e conclude: “ più che cercare di anticipare i cambiamenti, quello che conta è essere pronti a creare le condizioni ottimali per l’avvento di nuove opportunità e per poter ridurre i rischi che queste portano con sé”.

Perché, come cantava ormai più di cinquant’anni fa il mitico Bob Dylan “If your time to you is worth savin’, then you better start swimmin’ or you’ll sink like a stone for the times they are a-changin’.”

Londra, 12/11/’15

Mariaelena Agostini
Twitter @AgostiniMea