“Tamigi mai!”, un irresistibile Fiorello fa ridere Londra

Lo showman catanese si è esibito al Troxy con il suo spettacolo L'Ora del Rosario

“Tamigi mai!”, un irresistibile Fiorello fa ridere Londra

 

Ci voleva Fiorello per portare agli italiani di Londra non soltanto uno splendido sole ma soprattutto un uragano di umorismo e di spensieratezza. Lo showman catanese si è esibito ieri sera al Troxy, praticamente esaurito, con il suo  spettacolo “L’Ora del Rosario”. Due ore e mezzo di adrenalina comica e di grande intrattenimento.

Fiorello è sul palco insieme al fido Enrico Cremonesi alle tastiere. Occasionalmente si uniscono una sezione ritmica, un improbabile trio canoro (i “gemelli di Guidonia”) e alcuni ospiti virtuali. Scenografia praticamente assente, ma non se ne sente il bisogno.

Come per ogni tappa del suo spettacolo, Fiorello è arrivato a Londra con un giorno di anticipo per avere il tempo di andare in giro per la città e trovare spunti.  Il suo è il punto di vista dell’italiano tipico, va a Buckingham Palace e a Piccadilly (dove si è lanciato in una diretta su Periscope), e punta il dito su cose che molti di noi, purtroppo o per fortuna, ormai non notano quasi piú: la mancanza del bidet o il fatto che gli inglesi, a colazione, preferiscono l’orrendo porridge ai cornetti. Fa bene Fiorello a ricordarcelo. Non importa da quanti anni vivi a Londra, certe cose non bisognerebbe mai dimenticarle.

Fiorello ci esorta a celebrare l’orgoglio italico, ‘accusando’ gli inglesi di tenere nascosto il fatto che William Shakespeare era siciliano. Ci fa notare che Londra è un enorme cantiere a cielo aperto (“sono arrivati qua i lavori della metro C di Roma?”) e camminando lungo il Tamigi trova l’ispirazione per un folgorante “Tamigi mai!”, cantato sulle note di “Amici mai” di Antonello Venditti.  Geniale. Potrebbe diventare l’inno di quegli italiani di Londra che, almeno nelle intenzioni, vogliono evitare di mettere radici sulle sponde del Tamigi.

Lo scopo per Fiorello è la risata, il divertimento del pubblico. Per ottenerlo, tutto (o quasi) è lecito. Gag, imitazioni, travestimenti, dialoghi con il pubblico, presa in giro di personaggi famosi e dei suoi compagni sul palco, giochi di parole improvvisati sul momento. Si ride, letteralmente, dall’inizio alla fine.

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Fiorello

E’ straordinario il talento di Fiorello nell’entrare in contatto con il pubblico. Individua subito un medico in sala per ogni evenienza (“che specializzazione? Terapia Intensiva? Bene!“).  Ruba il cellulare a uno spettatore. Scherza con Andrea Faustini, presente in sala, invitandolo a Sanremo 2017.  Cerca un inglese (difficile, il pubblico è praticamente all-italians) e quando finalmente la trova le offre la possibilità di chiedere una canzone, fidando sulla capacità di Enrico Cremonesi di suonare praticamente tutto.

Si ride in modo leggero, spensierato. Non si toccano temi politici o sociali, e quando a Fiorello scappa una battuta sulla mafia sembra quasi volersi scusare con il pubblico. Non siamo ad uno spettacolo di Beppe Grillo. Stasera conta solo divertirsi e partecipare. E c’è anche il tempo per un paio di canzoni che Fiorello canta in modo impeccabile, vestito in smoking come un autentico crooner.

Incontrando la stampa prima dello spettacolo Fiorello appare contento. Il tour L’Ora del Rosario va avanti da un anno esatto, ci dice, e continuerà ancora per alcuni mesi. È la dimensione che predilige, dove si sente libero di improvvisare, di esagerare, cosa che in televisione non gli è sempre possibile. Erano anni che pensava a un tour europeo, spinto dalle richieste dei suoi supporters che vivono all’estero, ed è felice di averlo finalmente fatto.

Tornando a casa, mentre in testa abbiamo ancora i giochi di parole e le battute di Fiorello, scopriamo con grande tristezza che proprio in quelle ore ci ha lasciato Umberto Eco. Qualche anno fa, Fiorello ne aveva fatto a Viva Radio 2 un’imitazione irresistibile. Chissà Eco quanto avrà riso ascoltandola.

Francesco Ragni

Londra, 20/2/2016