Moretti conquista il pubblico londinese leggendo “Caro Michele” di Ginzburg

Successo di pubblico per la performance del regista romano all'Istituto Italiano di Cultura di Londra

Moretti conquista il pubblico londinese leggendo “Caro Michele” di Ginzburg

 

Nanni Moretti ha regalato ad un folto pubblico all’Istituto Culturale Italiano a Londra una bella lettura dal romanzo Caro Michele di Natalia Ginzburg. La Emons Audiolibri mette in vendita infatti il testo integrale recitato dal regista – già nel 2013 l’editore lanciò l’audiobook di un altro classico della Ginzburg: Lessico Famigliare, recitato da Margherita Buy. L’occasione e’ il centesimo anniversario della scrittrice siciliana – figura iconica della letteratura mondiale, che il 14 luglio prossimo compirebbe appunto un secolo di vita.

Il testo è uno scambio epistolare tra una madre italiana (Adriana) e suo figlio Michele, residente a Londra. Adriana stenta a seguire i movimenti del figlio, un animo ribelle, volitivo, indipendente, determinato e semplicemente con idee, prospettive ed obiettivi completamente diversi da quelli della mamma attaccata ad un mondo troppo piccolo e limitato. Persino dalla sola lettura in sala, sono emersi chiaramente elementi universali di letteratura e film: conflitti generazionali e conseguenti profonde incomprensioni, crucci ed inquietudini.

caromichelePer chi non avesse letto il testo l’alternarsi delle voci di madre e figlio avrebbe potuto essere un po’ fuorviante, ma Moretti ha tenuto viva l’attenzione del pubblico usando cambi di tono nella voce ed enfatizzando i passaggi più ironici – ad esempio, quando Adriana dichiara di aver rinunciato a capire il figlio e le sue decisioni, o quando parla in tono rassegnato del disastroso e triste non-rapporto con il marito, su cui ironizza. Moretti non perde la concentrazione neanche per un secondo, spostando lo sguardo con naturalezza tipica del regista-attore dalla pagina al pubblico, e sorseggiando dell’acqua per lubrificare le corde vocali durante la lettura. Presenza scenica assicurata, a discapito dell’abbigliamento dimesso: pantaloni (troppo larghi) in corderoy beige, maglione oversize blu e camicia bianca. Il pubblico internazionale (molti sono dei veri fan, che lo seguono da sempre, dagli adolescenti agli adulti, si vedono almeno tre-quattro generazioni, presenti anche molti inglesi) segue in silenzio, con il rispetto e l’attenzione che si presta ai propri idoli, noncurante del caldo e della mancanza di aria in sala, ridendo a tempo ed occasione appropriati.

Alla fine della maratona di lettura, Moretti ha concesso autografi, un paio di immancabili selfies ed ha persino risposto a qualche domanda, sempre in modo schivo e privato. Mantenendo il riserbo sui suoi progetti futuri, ci ha semplicemente detto, con un’espressione ironica di rammarico sul viso del regista che non vuole prendersi sul serio: “Non saprei, sto riflettendo a delle tracce, ma per il momento non sto neppure scrivendo!”.

Riflessioni del post-evento? Diverse, ma soprattutto: se si troverà mai un modo di alleviare le pene di conflitti generazionali tipici di ogni generazione, gratitudine per personaggi del mondo culturale italiano che riescono a radunare individui di ogni età e ceto sociale, andando dunque ben oltre barriere anagrafiche, culturali e sociali, offrendo stralci ed immagini positive dell’Italia di oggi e la speranza di averli ancora tra noi a lungo: attendiamo con grande curiosità il prossimo film del nostro beniamino romano.

Emilia Ippolito

@EmiliaIppolito

Londra, 28/2/2016

foto: Italian cultural Institute