“Minimalism unwrapped”: un anno di musica al Kings Place

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Una rappresentazione grafica della composizione “In C” di Terry Riley

Attraversa tutto il 2015 la rassegna che il Kings Place ha deciso di dedicare al Minimalismo: Minimalism Unwrapped, dal 7 gennaio al 20 dicembre 2015, un lungo viaggio alla riscoperta di un genere d’arte che per natura sfugge alle definizioni e agli inquadramenti.

Con il termine Minimalismo, infatti, in musica si intende di solito la corrente sorta in America negli anni Sessanta con compositori come Philip Glass, Steve Reich, La Monte Young e Terry Riley in risposta al modernismo europeo. Partendo da personaggi come John Cage, che con il suo 4’33” (orchestra e direttore che restano in silenzio) aveva elevato il silenzio a protagonista della partitura, i minimalisti americani cominciarono a sviluppare melodie elementari, figure ritmiche immediate, ripetute spesso quasi ossessivamente: uno stile riconoscibile, che superò presto i confini accademici per toccare generi come il pop-rock e la trance, fino alle colonne sonore dei film.

«Ma se si cerca la definizione di Minimalismo, si scoprirà che ogni libro ne ha una diversa» sostiene Peter Millican, CEO del Kings Place. «Con questa iniziativa abbiamo cercato quindi di abbracciare il panorama più ampio possibile di lavori, autori e stili musicali riconducibili alla sensibilità minimale, per stimolare riflessioni nuove. Vogliamo raggiungere un pubblico vasto ed eterogeneo».

Il programma dei concerti rispecchia quest’intenzione: dal gregoriano alla techno, dai compositori più celebri alle nuove formazioni, l’idea è di pensare il minimalismo come risposta all’eccessiva complessità. «Quando una forma d’arte diventa prolissa e inflazionata, le pulizie di Pasqua sono in arrivo» diceva con ironia John Adams.

Così inteso, c’è Minimalismo anche nella musica antica: il canto gregoriano, per esempio, o la musica liturgica del Cinquecento inglese: il concerto di apertura, tenuto il 7 gennaio dall’orchestra The Sixteen, ha portato un repertorio proprio di questo tipo; analogamente, il 10 dicembre si ripeterà con un programma che accanto a brani contemporanei includerà gregoriani e opere del XVI secolo. Il 4 febbraio anche il Coro del King’s College ha recuperato musiche rinascimentali, celebrando tra l’altro il 500° anniversario della costruzione della King’s College Chapel da parte di Enrico VI.

La parte principale della manifestazione, comunque, ruota attorno agli autori del Novecento. La London Sinfonietta, orchestra che ha sede proprio nel Kings Place, ha eseguito musiche di Steve Reich il 13 e 14 febbraio, nell’ambito di una serie di giornate di studio dedicate al musicista newyorkese, che già nel manifesto Music as a gradual process (1968) dichiarava: «Mi interessa il processo. Voglio essere in grado di sentire il processo mentre la musica sta suonando». Tra l’altro, sempre per Minimalism Unwrapped, Reich stesso ha tenuto un importante masterclass alla Royal Academy of Music il 16 febbraio.

Di Terry Riley si ricorda soprattutto In C, considerata la prima composizione minimalista. È un brano senza durata definita, ogni volta diverso: gli esecutori hanno ampia libertà, possono decidere quanto e come interpretare la partitura a seconda di fattori contingenti, come la reazione del pubblico o il feeling con gli altri strumentisti. Proposta dalla Sinfonietta in gennaio, verrà eseguita di nuovo il 20 dicembre dall’Aurora Orchestra.

Philip Glass (telegraph.co.uk)
Philip Glass (telegraph.co.uk)

Philip Glass, nato a Baltimora nel 1937, è un’altra icona della musica minimale. Il 16 aprile il Carducci Quartet eseguirà i suoi primi cinque Quartetti per archi, mentre il 23 maggio la formazione Murcof & Vanessa Wagner porterà Metamorphosis, brano per pianoforte scritto nel 1988. Michael Nyman invece, autore di celebri colonne sonore (Lezioni di piano, Gattaca), sarà presente soprattutto in autunno: il 24 e il 26 settembre lo Smiths Quartet e il Fidelio Trio porteranno l’integrale dei quartetti per archi e i suoi piano trios, mentre il 27 settembre il CHROMA Ensemble eseguirà in anteprima mondiale una composizione appositamente commissionata a Nyman.

Non solo classici, però, e non solo musica. L’iniziativa di Poet in the City, a cura dell’Orchestra Aurora, vuole accostare poesia e suoni in un’unica formula: il 23 marzo con Less is More, viaggio da Ezra Pund a William C. Williams in compagnia del professore Will Montgomery; l’11 maggio alla volta dell’Oriente con Haiku: small is beautiful…, l’haiku dalle origini giapponesi fino alle versioni più attuali, nell’epoca di Twitter.

«Il bello del Minimalismo, quando nacque in USA, è che non esigeva competenze specifiche»: non ha dubbi Robin Rimbaud, alias Scanner, musicista elettroacustico tra i più giovani a Minimalism Unwrapped. Il suo concerto del’11 gennaio è stato una miscela di elettronica e live performance. «Bastava un’idea, da mettere in musica e guardare dispiegarsi, aprirsi un po’ per volta: come quando vai al supermercato e passi tra le corsie, attingendo qua e là da sapori e odori, anche molto diversi tra loro, uno dopo l’altro».


Il Kings Place è in 90 York Way, N1 9AG, a pochi passi dalle stazioni di Kings Cross e St Pancras. Il box office è aperto solitamente dalle 10 alle 20; si può anche telefonare al 020 7520 1490 o scrivere all’indirizzo: info@kingsplace.co.uk.

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Per approfondire:


 

Michele Bartoletti Stella

michele@bartolettistella.net

24 febbraio 2015.