Londra siciliana per una notte di musica

In centinaia hanno cantato e ballato al "Sicilian Mood" tra sapori isolani, ritmi contemporanei e tanta sana nostalgia

Londra siciliana per una notte di musica

 

Esiste un genere musicale siciliano? Probabilmente no, ma di certo esiste un modo tutto siciliano di interpretare altri generi musicali, dal reggae all’hip-hop, friggendoli e passandoli in agrodolce, come melanzane in una caponata.  A condire il tutto sono l’uso del dialetto, il recupero di suoni come quello del marranzano, e soprattutto una straordinaria vitalità, quella che viene naturale crescendo sotto il sole dell’isola.

Si è visto bene ieri sera al The Garage di Londra in occasione di “Sicilian Mood”, evento musicale che ha riunito nella capitale alcune delle band siciliane piú note, dai catanesi IPERcusSONICI fino ai palermitani Shakalab.  Un vero e proprio mini-festival con quasi cinque ore di musica e un’atmosfera da happening d’altri tempi.

Nato da un’idea dal cineasta Luca Vullo, “Sicilian Mood” ha attratto un pubblico di centinaia di persone, felici di cantare e ballare per tutta la sera insieme ai musicisti.  Lingua ufficiale della serata è il siciliano, mentre nell’aria sventola la Trinacria bianca su sfondo gialla e rossa.  Manca poco che qualcuno salga sul palco a chiedere l’independenza dell’isola, quella Sicilexit che forse saremmo capaci di fare meglio degli inglesi.  A rendere ancora più autentica la serata anche una discreta offerta di cibo tipico siciliano, dagli arancini mignon fino al “pani cunzatu” palermitano, realizzato a regola d’arte con la classica mafaldina.

Il momento clou arriva attorno alle 9 con l’esibizione di Nello Analfino e dei Tinturia. Un concerto travolgente che fa tremare le fondamenta del Garage, ma che al momento giusto riesce a smuovere i cuori di tutti con “Cocciu d’amuri”, una delicatissima ballad a tempo di valzer, colonna sonora del film “Andiamo a quel paese” di Ficarra e Picone.

“Se nun ti vio mi veni di muriri” canta Nello alla sua amata bella, ma per noi che siamo siciliani lontani, a Londra o altrove, queste parole sembrano raccontare un altro sentimento: l’eterna nostalgia della nostra amata isola.

Nella foto Nello Analfino (@F.Ragni)