“La disperazione non aiuta ma la durezza sì”. A Londra Ivan Cotroneo si racconta dopo il successo di “Un bacio”

Ivan Cotroneo porta a Londra il suo "Un bacio". Successo di pubblico tanto da registrare il sold-out. L'intervista a margine della proiezione svela il suo punto di vista sui giovani d'oggi.

“La disperazione non aiuta ma la durezza sì”. A Londra Ivan Cotroneo si racconta dopo il successo di “Un bacio”

 

La premiere inglese di Un Bacio, terzo lavoro cinematografico di Ivan Cotroneo (regista, scrittore e sceneggiatore napoletano) ha registrato il sold-out al Genesis Cinema di Londra nell’ambito della rassegna CinemaItaliaUK.

Attraverso la storia di tre adolescenti, Lorenzo, Blu e Antonio, il film affronta temi delicatissimi e purtroppo attuali nella scuola e nella società: bullismo, omofobia, diversità e discriminazione.

Lorenzo, Blu e Antonio hanno in comune i loro sedici anni ed il fatto di essere tutti e tre, per motivi differenti, isolati e discriminati dagli altri coetanei che li tengono fuori dal “gruppo”: Lorenzo è da tutti considerato il frocio della scuola, Blu è per tutti è la troia della scuola ed Antonio è per tutti lo stupido. La loro amicizia, nuova ed inaspettata, li aiuta a resistere, e per un breve periodo addirittura li salva; fino a quando la paura del giudizio altrui si fa più forte di tutto il resto e rompe un idillio in precario equilibrio.

La fondatrice di CinemaItaliaUK Clara Caleo Green con il regista Ivan Cotroneo. (foto Emma Paoli e Chiara Zucchelli)

A noi che lo abbiamo incontrato prima della proiezione, il regista ha raccontato la genesi del film, le ragioni e gli obiettivi che lo hanno spinto a trattare dei temi così delicati. La pellicola è tratta dall’omonimo romanzo pubblicato nel 2010 da Bompiani di cui è autore lo stesso Cotroneo, ispirato da una dura vicenda di cronaca nera verificatasi in California nel 2008: l’omicidio di Larry King, uno studente quindicenne gay, ucciso a scuola da un compagno di classe sedicenne.

Proprio in un periodo in cui in Italia si discuteva molto di una legge che proponesse l’aggravante omofoba nei reati di violenza, Cotroneo ha preso spunto dall’episodio accaduto in America e ne ha scritto riambientandolo in Italia al fine di utilizzare il libro come strumento per parlare con i ragazzi nelle scuole, raccontando il bullismo e l’omofobia attraverso la storia di Lorenzo e Antonio.
Durante gli incontri nelle scuole, lo scrittore ha conosciuto tantissimi ragazzi ma anche ragazze che hanno raccontato le proprie esperienze di episodi di violenza e discriminazione.

E da qui è nata l’esigenza di fare un film, per avere uno strumento di comunicazione più potente, che tenesse conto degli incontri fatti e del bisogno di raccontare anche un personaggio femminile, Blu, anche lei esposta al problema della violenza.

I toni del racconto si alternano in modo assoluto ed improvviso, proprio come succede nella vita degli adolescenti, complice anche la colonna sonora che suona in maniera altrettanto netta gli stati d’animo di volta in volta descritti: si passa in un momento dall’esaltazione alla disperazione e viceversa. Questo perché quando si parla di prime volte non c’è nessuna prospettiva – ha affermato Cotroneo – perciò chi racconta deve provare rispetto ed allo stesso tempo sentire la responsabilità di lanciare ai ragazzi un messaggio chiaro: e cioè che c’è il tempo di capire chi si è senza paura dei giudizi degli altri.

Quello che succede nel film racconta una storia reale ed è spaventoso, intollerabile, scioccante; ma nella visione del regista doveva essere così: un’alternanza di alti e bassi e la tragedia finale che arriva come un pugno nello stomaco.

Il regista Ivan Cotroneo mentre autografa una copia del libro da cui è stato tratto Un bacio. (Foto Emma Paoli e Chiara Zucchelli)

L’obiettivo tuttavia – ha spiegato Cotroneo – non era quello di consegnare ai ragazzi del pubblico un film disperato perché “la disperazione non aiuta ma la durezza può aiutare”.

E’ per questo che il film ha due finali: quello reale e duro; ed un secondo finale in cui il regista ha scelto uno dei tanti momenti in cui i ragazzi avrebbero potuto cambiare le cose con meno paura non solo degli altri ma di se stessi, un momento in cui “bastava poco”, semplicemente bastava darsi del tempo, che è la cosa di cui i ragazzi hanno meno idea perché per loro è tutto assoluto.

Il film, che ha partecipato anche a numerosi festival ed iniziative a livello internazionale, ha ricevuto in Italia prestigiosi riconoscimenti tra cui un Globo d’oro per la miglior sceneggiatura ed il Premio Biraghi ai suoi giovani protagonisti all’edizione 2016 dei Nastri d’Argento.

E’ stato inoltre adottato dal Ministero della Pubblica Istruzione che farà proiezioni per trentamila studenti ed ha innescato un dialogo senza precedenti attraverso la creazione di un social wall fortemente attivo sul web nel quale moltissimi adolescenti si riconoscono, si confrontano e si raccontano sui temi di bullismo, amicizia e futuro.
Il tema del dialogo – continua Cotroneo – è centrale: il dialogo con gli amici e l’amicizia che salva fino a quando proprio la mancanza di dialogo fra i tre ragazzi, rende impossibile a questa amicizia di essere salvifica fino in fondo.

Un racconto vissuto, un film che scuote, dei personaggi umani e concreti che provocano e sollecitano il confronto e la discussione. Un film reale, duro, assoluto ma non disperato.
Una generazione ed un messaggio chiaro in due hashtag ormai diventati virali: #lamiciziatisalva e #abbiamotempo.

Grazie Ivan, “bastava poco”.

Francesca Perrone

@F_Perrone_UK

Il pubblico affolla la sala del Genesis cinema per la premiere sold out di “Un bacio” (foto Emma Paoli e Chiara Zucchelli)