Il Principio del Male, thriller sull’Inghilterra “dura e spietata”

Intervista a Stefano Tura, corrispondente RAI da Londra ed apprezzato autore di noir

Il Principio del Male, thriller sull’Inghilterra “dura e spietata”

 

Se emigrare nel Regno Unito diventa un incubo: due giovani italiani appena arrivati in UK, una cittadina di provincia inglese oppressa dalla crisi economica e “lo strangolatore di Ipswich” sono gli ingredienti del nuovo noir di Stefano TuraIl Principio del Male” che il corrispondente RAI da Londra presenta il 20 febbraio all’Italian Bookshop (ultima data nella storica sede a Soho, prima del trasferimento della libreria a Gloucester Road).

Un libro che tocca le corde dell’attualità e della cronaca, delitto dopo delitto: il filo rosso è la storia vera di Steven Wright, ora in ergastolo dopo aver ucciso sei prostitute nel 2006, paragonato a Jack lo Squartatore e fonte d’ispirazione per una serie TV e un musical. Tura porta i suoi personaggi chiave – Alvaro Gerace e Peter McBride – a contatto con le vicende di Marco e Anna, che dalla sua Bologna si trasferiscono a Ipswich, nel Suffolk, pieni di speranza alla ricerca di un lavoro migliore. Ma gli sviluppi sono tragici: lei muore e “un anno dopo, di loro nella cittadina inglese non c’è più neppure un vago ricordo“.

Londra-Italia-Principio-del-maleLondra, Italia incontra Stefano Tura a pochi giorni dall’uscita del suo libro, edito da Piemme.

Non tutte le storie di emigrazione hanno il lieto fine. Come mai questa scelta narrativa, proprio adesso, con il boom di migranti italiani a Londra e nel Regno Unito? 
“Proprio per questo. Ho voluto dare un’impronta noir ad un fenomeno crescente, come quello dell’immigrazione italiana a Londra, che sta raggiungendo proporzioni da dopoguerra. Inoltre non si tratta, purtroppo, di una storia completamente inventata. Mi riferisco all’uccisione del giovane Gioele Leotta e al ferimento di un suo amico italiano, avvenuta nel Kent il 20 ottobre del 2013. I due ragazzi erano giunti dalla provincia di Lecco in Inghilterra da appena una settimana per cercare lavoro quando furono aggrediti a massacrati da un branco di lituani ubriachi. Mi sono occupato della vicenda per la Rai e la loro storia mi ha particolarmente colpito. Nello scrivere “Il principio del male” mi sono ispirato anche a questo terribile episodio”.

Anche il noir precedente “Tu sei il prossimo” aveva punti di contatto con episodi di cronaca.
Il caso del mostro del Suffolk, Steven Wright (anche di questo mi sono occupato per le mie corrispondenze Rai), ritorna spesso ne “Il principio del male” e fa da sfondo a tutta la storia. Nel romanzo la polizia di Ipswich indaga su alcuni delitti che fanno pensare che quella storia in realtà non si sia mai chiusa, nonostante il serial killer sia in carcere. Poi…

LondraItalia-StefanoTura-picQual è il tuo rapporto personale con Ipswich? Come mai hai deciso di ambientare lì il tuo romanzo?
Conoscevo poco Ipswich e per poterla raccontare correttamente, durante la stesura del romanzo, mi sono trasferito lì per un po’ di giorni. E’ una città annientata dalla crisi economica che vive il degrado dovuto alla chiusura delle imprese e alla fuga di giovani e famiglie per motivi occupazionali. Una cornice ideale per ambientarvi un giallo con risvolti sociali che non è solo la ricerca dell’assassino ma anche l’affresco di un’Inghilterra dura e spietata, ben diversa da quella sfavillante della ricca Londra.

Alvaro Gerace e Peter McBride, un poliziotto italiano e uno inglese, portano avanti le indagini “pur rimanendo nei propri Paesi”. Ci sono collegamenti con indagini reali Italia-UK?

Alvaro Gerace è il mio investigatore. E’ presente sin dal primo romanzo “Il killer delle ballerine” del 2001. Peter McBride, detective di Scotland Yard fuori dagli schemi, compare per la prima volta nel mio precedente romanzo “Tu sei il prossimo”, del 2014, e in questo nuovo assume un ruolo da protagonista. Un po’ come ciò che è successo nella mia vita dopo 10 anni di residenza nel Regno Unito. La mia parte inglese sta diventando sempre più forte ma quella italiana rimane saldamente presente in tutto ciò che faccio. I due investigatori sono molto diversi ma hanno un livello di comunicazione che supera le loro differenze di età e culturali. Riguardo ai rapporti tra Italia e UK nelle indagini sui crimini, esistono strutture, come Interpol ed Europol, che regolano lo scambio di informazioni e la raccolta di prove”.

Nel Regno Unito i giallisti italiani godono di buona fama. Tu cosa leggi? Quale libro ti ha formato, e quale segnali?
Sono troppi gli autori, italiani e non, che leggo ed apprezzo. Non potrei citarne uno in particolare. Ma posso dire che ho uno splendido rapporto con il grande scrittore americano, Jeffery Deaver, l’autore, per intenderci, de “Il collezionista di ossa” che è stato così gentile da scrivermi un suo commento per “Il principio del male”, riportato nella fascetta della copertina del romanzo.

Londra, 5/2/2016

Francesca Marchese

@fmarchese_