Emma Hart, l’artista inglese si aggiudica il “Max Mara art for women”

Trascorrerà due anni in Italia per approfondire gli studi. Le sue opere ora esposte alla Whitechapel Gallery di Londra

Emma Hart, l’artista inglese si aggiudica il “Max Mara art for women”

 

E’ la britannica Emma Hart (nella foto in alto) la vincitrice della sesta edizione del Max Mara Art Prize for Women, premio che ogni due anni la Collezione Maramotti (creata da Achille Maramotti, il fondatore di Max Mara)  conferisce ad una giovane artista del Regno Unito. Selezionata da una giuria internazionale, la vincitrice del premio ha la possibilità di trascorrere due anni nel Bel Paese e produrre una serie di opere d’arte che vengono poi esposte nella prestigiosa Whitechapel Gallery a Londra.

L’esposizione di Emma Hart presso la Whitechapel Gallery di Londra

Classe 1974, laureata in Belle Arti, Emma ha già trascorso alcuni mesi nel Bel Paese, dividendosi tra le realtà artistiche italiane di Milano, Todi e Faenza. Proprio in quest’ultima città, presso la bottega di Carlo Zauli, la giovane artista ha realizzato la sua opera attualmente in esposizione presso la capitale inglese.

Si intitola “Mamma Mia” ed è un insieme di opere: una famiglia di teste di ceramica molto simili a delle brocche caratterizzate da un’apertura che rappresenta la bocca, e un becco che simboleggia il naso. Le creazioni, posizionate appositamente in una sala buia, sono illuminate solo dall’interno; suggeriscono un intimo dialogo l’una con l’altra, ma anche un senso di costrizione, poiché alcune compaiono mozzate da una pala che gira sotto di loro.

Dopo i mesi trascorsi in Italia, Emma Hart ha affermato di aver vissuto la più importante esperienza artistica della carriera, e forse anche della sua vita. “Essere in Italia – ha detto – mi ha aperto gli occhi su diversi possibili modi di lavorare, riuscendo a dare forma alle mie idee attraverso un filtro italiano“.

L’esposizione di “Mamma mia” alla Whitechapel Gallery di Londra andrà avanti fino al 3 settembre. Successivamente, il progetto sarà esposto presso la sede della Collezione Maramotti a Reggio Emilia, entrando a far parte della collezione permanente.