“Brividi” a Londra con Mahmood. “E’ la città dove respiro l’aria di chi mi ha ispirato”

Protagonista di un live all'O2 Shepherd’s Bush Empire. Poi ospite in Ambasciata. LondraItalia lo ha intervistato

“Brividi” a Londra con Mahmood. “E’ la città dove respiro l’aria di chi mi ha ispirato”

 

Un concerto atteso due anni. Inizialmente previsto per il 21 April 2020, rinviato tre volte a causa della pandemia. Finalmente, è arrivato il momento per Mahmood di calcare il palcoscenico dell’O2 Shepherd’s Bush Empire, la casa dei musicisti italiani, strapiena ieri sera in ogni ordine di posto.

Il colpo d’occhio è straordinario, e se ne accorge anche Mahmood, visibilmente estasiato e in gran forma.

Mahmood ieri sera sul palco di Londra (foto profilo Facebook – Mahmood)

Sul palco Mahmood appare interamente vestito di bianco, con una maschera a coprirgli il volto, come a sottolineare il distanziamento imposto in questi anni dal Covid. La maschera viene tolta dopo la prima canzone, e con lei scompare ogni aura di divismo e pose da rockstar.

Mahmood parla e scherza con il pubblico, gestisce con nonchalance la perdita del tacco da una delle sue scarpe, chiede scusa agli spettatori la cui visuale è ostruita da una delle tante videocamere che riprendono il concerto. Ma soprattutto canta e balla con energia e carisma.

La band è quella essenziale con la quale si era esibito al suo debutto londinese all’Under The Bridge, composta da due tastieristi e un batterista, ma questa volta ci sono anche due coristi ad assisterlo nei vocalizzi. Non che servano particolarmente. La voce di Mahmood è potente ed estesa, e a fare il coro ci pensa il pubblico, che canta con lui tutte le canzoni.

Novanta minuti di concerto, con le hit dei suoi album, le due canzoni vincitrici a Sanremo e qualche chicca, come una canzone in sardo dedicata alla madre (assente in sala ma sempre presente nei suoi pensieri).

Per il gran finale con “Soldi” Mahmood scende in platea per la gioia del pubblico. Il Covid ormai non fa piú paura. Le distanze sono completamente annullate.

In alto Mahmood all’O2 Shepherds Bush Empire, sopra ospite dell’Ambasciata italiana a Londra (foto LondraItalia)

Londra rappresenta molto per lui, lo ammette anche nell’intervista che ha rilasciato a LondraItalia la mattina dopo, in occasione dell’incontro avuto nella sede dell’Ambasciata italiana dove è stato accolto dall’ambasciatore Raffaele Trombetta e da Antonio Zappulla della Thomson Reuters Foundation, quale ambasciatore della musica italiana nel mondo e soprattutto portabandiera insieme a Blanco alla prossima edizione di Eurovision a Torino il 14 maggio.

Ogni tappa mi dà sempre qualcosa, ma Londra ha un fascino tutto suo – ci racconta Mahmood (video integrale in basso) -. Ci vengo sempre volentieri perché respiro l’aria di molti artisti che ho ascoltato durante l’adolescenza. E’ una città che mi genera tanti ricordi”.

Tra circa due settimane Mahmood sarà all’Eurovision, la sera di sabato 14 maggio, un evento che conosce molto bene avendo partecipato nel 2019 all’edizione di Tel Aviv.

Preferisco ancora non pensarci – ci racconta – perché è un evento che genera ansia e io già di natura ne ho a palla. Preferisco fare le cose step by step, finisco il tour e poi mi ci dedico“.

La video intervista è a cura di Alessandro Allocca con il support di Mirko Ricci di Complitaly.