National Gallery: un tesoro da scoprire

National Gallery: un tesoro da scoprire

 

C’è un luogo, a Londra, dove la pittura è protagonista: le opere dei grandi Maestri rivivono alla luce del presente, raccontando storie e passato attraverso la potenza del colore. Chi lo visita si immerge in un mondo apparentemente senza tempo: è la National Gallery.

Il mondo l’ha riscoperta in questi mesi con lo splendido documentario di Frederick Wiseman (National Gallery, Francia-USA-UK, 2014), viaggio appassionante condotto tra le sale e le persone del museo con tutta la delicatezza di cui il regista americano è capace (proprio nel 2014 Wiseman ha ottenuto a Venezia il Leone d’Oro alla carriera). Tre ore di grande cinema in cui l’istituzione londinese si mostra “da dentro”, attraverso la vita delle opere esposte e le vicende quotidiane delle persone che ci lavorano: Consiglio di Amministrazione, curatori, guide, addetti alle pulizie, restauratori.

 

National Gallery - Staircase Hall
La Staircase Hall, all’interno della National Gallery (Commons Wikimedia)

 

«Tutto ciò che vi interessa, si ritrova nell’arte», spiega una guida al suo gruppo accanto ad una pala d’altare del Trecento. In abito elegante, narra di vicende lontane con un linguaggio semplice, da storyteller. Ha il compito di facilitare l’incontro dei visitatori con i quadri e i pittori della collezione, proponendo chiavi di lettura e suggestioni. Una responsabilità che richiede conoscenza della materia ma anche sensibilità, per evitare che l’esperienza del museo diventi un saggio sterile di storia dell’arte.

Già, perché se «dipingere è una forma di magia», come sosteneva Picasso, godere dei suoi capolavori significa anche conoscerne segreti e insidie. Il tempo, per esempio, che in ogni istante agisce impercettibile sui quadri, sbiadisce i colori, indebolisce le tele. Ecco perché alla National Gallery è in attività incessante un laboratorio di restauro, dove uno staff di esperti si prende cura dei quadri, nel rispetto degli autori. Il museo è in stretto contatto anche con le università e gli istituti di ricerca, e garantisce ogni anno un fitto programma di eventi per le scuole, conferenze, fino a lezioni in forma di gioco per i più piccoli.

 

W. Turner, "Ulisse schernisce Polifemo", 1829
W. Turner, “Ulisse schernisce Polifemo”, 1829, Londra, National Gallery (Commons Wikimedia)

 

Con i suoi 2300 quadri, per la maggior parte di autori europei dal Medioevo all’età moderna, la National Gallery è oggi uno dei musei più importanti e visitati al mondo (al quarto posto nella classifica pubblicata nel 2014 da The Art Newspaper): la sua gestione è tutt’altro che semplice. A Wiseman è stato concesso anche di riprendere alcune sessioni del Consiglio di Amministrazione, dove temi come la gestione dei fondi, il rapporto con le associazioni benefiche, gli scioperi del personale o lo slogan per la prossima campagna pubblicitaria sono all’ordine del giorno. Niente di più distante dall’arte, parrebbe, eppure un museo è anche questo.

Fa ben sperare Gabriele Finaldi, fresco di nomina alla direzione: ha promesso che farà il possibile nei prossimi anni per rafforzare il legame tra il pubblico e la Gallery, il suo prestigio nel mondo, puntando su un’importante stagione di mostre, attività educative e ricerca. Gli occhi, per ora, sono puntati su Inventing Impressionism, omaggio agli artisti francesi di fine Ottocento che rivoluzionarono la pittura: Monet, Degas, Manet, Renoir, dando vita all’Impressionismo. Durerà fino al 31 Maggio 2015, mentre è fissata per l’1 Aprile l’inaugurazione di Frames in Focus, dedicata alle fantasiose cornici in stile Sansovino: protagoniste loro, per una volta, invece dei quadri.

Finaldi assume una carica prestigiosa: alle sue spalle una storia di quasi duecento anni. Risale al 1824 infatti l’acquisizione da parte del Governo inglese di un piccolo lotto di dipinti “per il popolo britannico”, primo nucleo di una raccolta che da quel momento crebbe costantemente, seppur con alterne fortune. Come negli anni della Seconda Guerra Mondiale, quando l’intera collezione fu trasferita nel Galles per motivi di sicurezza. In quel periodo la pianista Myra Hess tenne spesso concerti nelle sale vuote del museo, per ravvivare il morale delle persone. E quando un artista chiese di poter vedere il Ritratto di Margaretha de Geer di Rembrandt, nacque l’idea del “Quadro del mese”: ogni mese un dipinto tornava a Londra, come segno di speranza. L’iniziativa, attualizzata, funziona ancora: “Picture of the month” è ora online, sul sito ufficiale del museo.

 


National Gallery (Frederick Wiseman, Francia-USA-UK, 2014, 180′)
Sito Ufficiale

 


National Gallery
London, WC2N 5DN

nationalgallery.org.uk
Aperta tutti i giorni, dalle 10 alle 18 (venerdì dalle 10 alle 21)

Le mostre:


 

Michele Bartoletti Stella, 24 marzo 2015.
michele@bartolettistella.net