100mo show a Londra per TIJ Events, “Così portiamo nella capitale gli artisti italiani”

Con lo spettacolo di Aldo, Giovanni e Giacomo di stasera, sono 100 gli eventi di artisti italiani organizzati da TIJ Events a Londra dal 2008 a oggi. Parla Attilio Perissinotti, fondatore e director dell'agenzia.

100mo show a Londra per TIJ Events, “Così portiamo nella capitale gli artisti italiani”

 

Entrare in un teatro o un club londinese ed assistere allo spettacolo di un artista italiano, proprio come faremmo se abitassimo ancora nel nostro paese.  Se oggi ci sembra normale, buona parte del merito è di Attilio Perissinotti e della sua agenzia TIJ Events, diventata negli anni il punto di riferimento per impresari e artisti italiani che vogliono portare oltre Manica i loro spettacoli.

In 8 anni di attività, Attilio e il suo team hanno portato nei teatri di Londra molti dei nostri artisti piú iconici, da Franco Battiato a Francesco De Gregori,  band di culto come i 99 Posse e i Subsonica; artisti emergenti come Renzo Rubino o Maria Antonietta;  grandi comici, da Fiorello a Enrico Brignano. E poi spettacoli teatrali, cabaret, serate a tema, DJ sets e molto altro. Una produzione continua e variegata, che contribuisce a fare sentire un po’ piú ‘a casa propria’ gli italiani di Londra.

Con lo spettacolo di stasera di Aldo Giovanni e Giacomo all’Hammersmith Apollo, TIJ Events celebra un traguardo importante: il 100mo spettacolo italiano a Londra. È l’occasione giusta per fare il punto e chiedere a Attilio cosa significa lavorare per portare a Londra gli artisti italiani.

Iniziamo dal nome: cosa vuol dire TIJ?

“The Italian Job“, uno dei miei film preferiti…quello originale con Michael Caine, ovviamente.

Qual’è stato il primo dei 100 show londinesi?  

Vinicio Capossela, 20 febbraio 2008, a Camden.

Qualche ricordo particolare? Quali sono gli spettacoli che ricordi maggiormente?

In questo mestiere i ricordi sono sempre riferiti a episodi, belli o brutti. Dei 100 concerti mi tengo i ricordi degli artisti che preferisco musicalmente, e Battiato è sicuramente quello che adoro di più. Fortunatamente, tutti e tre i concerti che abbiamo fatto con lui (il primo al Koko, il secondo al Barbican e il terzo allo Scala) sono andati bene senza alcun problema tecnico. Lui una persona squisita, i suoi tecnici e la sua agenzia molto professionali. Poi ci sono le grandi avventure come quella con Roberto Benigni. Ma ho bei ricordi anche con gli amici Subsonica e Caparezza, i 99 Posse e i Modena City Ramblers.

attilio
Attilio Perissinotti

Nel portare artisti italiani a esibirsi in paesi europei cosa è piú facile e cosa piú difficile rispetto a farlo in Italia?

La promozione è sicuramente difficile, in quanto nonostante l’utilizzo dei social non è facile raggiungere tutti gli italiani a Londra. Poi ogni tanto ci piacerebbe portate anche un pubblico non italiano ai nostri eventi, ma anche qui trovo che la curiosità dei londinesi sia molto limitata. Per quanto riguarda il rapporto con gli inglesi trovo che lavorare a Londra sia più facile che rispetto all’Italia. Ho buoni rapporti con quasi tutte le strutture con cui operiamo qui a Londra. Molti ci adorano :). La cosa piu difficile è avere a che fare con alucni manager o agenti italiani non ancora avvezzi all’”Europa”. A volte abbiamo difficoltà a gestire la produzione tecnica di queste date. Ma ci stiamo lavorando pian piano.

Come scegli i locali di Londra, tra la centinaia di teatri e club disponibili? Ce n’è uno che ti piace particolarmente?

Questo è il lato del mio lavoro che preferisco. Quando sono a Londra vado sempre in cerca di locali. A seconda dello spettacolo scelgo il locale. Mi piace diversificare. Mi sembrerebbe di ghettizzare in qualche modo se dovessi andare sempre nello stesso posto. Poi ovviamente bisogna avere anche la fortuna di far coincidere la disponibilità del locale con le date proposte dall’artista.

Nell’ultimo periodo avete diversificato: non solo musica ma anche comici, spettacoli teatrali, serate dj, etc.. Pensate di continuare in questa direzione? Cos’altro si può portare a Londra di spettacoli italiani?

Certo, continueremo anche con il teatro e non solo, stiamo lavorando con una serie di nomi molto importanti della scena italiana.

Sentite la pressione dei grandi big del live entertainment internazionale? 

No, all’estero non abbiamo questa pressione. Cerchiamo di fare le cose giuste, non troppe, diversificando sui generi.

Che sorprese ci possiamo aspettare per i prossimi 100 show di TIJ Events?

In realtà non abbiamo conferme importanti, devo dire anche che oramai abbiamo lavorato con quasi tutti gli artisti. Sto pensando a nuove iniziative, a nuove formule e a un mega-evento nel 2017 o 2018.

Chi sono a tuo giudizio gli artisti italiani emergenti da tenere d’occhio? Qualche nome da segnalare?

Nei prossimi mesi ci piacerebbe iniziare ad aiutare alcuni artisti italiani ad uscire dal mercato italiano in quanto hanno tutte le carte in regola per confrontarsi con il mercato internazionale. Molte band cantano in inglese e le loro influenze musicali vanno al di la’ della tipica melodia italiana. Penso a gruppi come M+A di Forlì che nel 2015 ha vinto il primo premio della PRS e Glastonbury, o anche bands come C’mon Tigre, Aucan, Be Forest e Populous.

Francesco Ragni

Londra, 25/4/2016

foto: un immagine del concerto di 99 Posse e Modena City Ramblers (foto: Luca Viola)