Contro la Brexit a colpi di Asti, Montepulciano, prosecco, provolone e mozzarella

Insieme all'olio extra vergine di oliva sono i protagonisti di "Enjoy European Quality Food", progetto per valorizzare i prodotti italiani in UK

Contro la Brexit a colpi di Asti, Montepulciano, prosecco,  provolone e mozzarella

 

Un’alleanza a sei per diffondere la cultura dei prodotti tipici italiani in Europa, puntando soprattutto sul Regno Unito, in questa fase di incertezze legate alla Brexit.

Si propone in questo modo il progetto Enjoy European Quality Food, che coinvolge Regno Unito, Germania, Polonia, Spagna e Italia, finanziato dall’Unione europea e punta a promuovere i prodotti che vantano una certificazione: Pdo, Pgi, Tsg e Docg che sia.

I sei prodotti italiani coinvolti sono l’Asti Docg (moscato e spumante), il prosecco superiore Conegliano Valdobbiadene Docg, il Vino Nobile di Montepulciano Docg, il Provolone Valpadana Pdo, l’olio extravergine d’oliva toscano Pgi e la mozzarella Tsg.

Sei ingredienti chiave della ristorazione italiana, che negli anni si sono fatti apprezzare in altri Paesi. Come dimostrano i dati di vendita. Per i formaggi lo scorso anno l’export è aumentato del 14 per cento, per il vino anche di più, nonostante una frenata generale nelle vendite. Tanto che alla presentazione tenuta all’Istituto italiano di cultura di Londra Giulia Pussini, che segue il Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene, ha spiegato che il 38 per cento della produzione del Prosecco sia destinata all’esportazione, con il 20 per cento di questa quota che viene assorbita dal mercato inglese.

Un momento della presentazione di “Enjoy European Quality Food”

Dopo l’italia il primo mercato è la Germania, dove siano dagli anni Settanta – ha sottolineato – ma il Regno Unito è il nostro secondo mercato estero più forte. Quanto ai numeri va segnalato che nel 2003 le bottiglie di Prosecco vendute in Uk sono state mezzo milione, nel 2018 sono arrivate a sei milioni e mezzo”. Un balzo da gigante, ma l’aumento è stato positivo anche per l’Asti Docg. “Abbiamo registrato il cinque per cento di aumento negli ultimi quattro anni, sia per il moscato dolce che per il demisec ed extra brut – ha spiegato Stefano Ricagno, vicepresidente del Consorzio di tutela – . Ci sono quattro o cinque aziende che sono nei circuiti della grande distribuzione, altre invece in quelli dei ristoranti, ma si tratta di un settore in crescita”.

Un incremento senza sosta, insomma, che va a discapito delle vendite di Champagne. Le bollicine italiane, infatti, sono piacevoli, costano meno del vino francese e hanno quella rotondità finale che ha conquistato i consumatori.

Un successo così strepitoso, che adesso i produttori sono preoccupati per le eventuali ripercussioni della Brexit. “La libera circolazione ha aiutato le vendite, mentre l’incertezza suscita preoccupazione” ha insistito Pussini. Anche per Libero Giovanni Stradiotti, presidente del Consorzio Tutale Provolone Valpadana, è l’indecisione l’elemento più penalizzante. “Abbiamo avuto a che fare con l’embargo in Russia e i dazi americani e abbiamo affrontato la situazione – ha spiegato – . Con la Brexit, però, il fatto di non sapere cosa accadrà è davvero un problema”.

Le preoccupazioni sono molte. Come hanno evidenziato i produttori, ci sarà un aumento delle scartoffie da compilare e i costi saliranno, ma la speranza è che comunque le esportazioni non diminuiscano. A rafforzare i nostri prodotti potrebbe essere proprio la forza delle certificazioni, che il progetto Enjoy European Quality Food vuole valorizzare. Per questo per tre anni verranno promosse iniziative di sensibilizzazione e informazione in diversi Paesi.

La storia dietro i prodotti è la nostra forza – ha puntualizzato Giorgio Locatelli, chef stellato della Locanda Locatelli di Londra – . Dobbiamo difendere i produttori locali e far capire che il cibo italiano ha un’anima e una storia. Rispetto a vent’anni fa la cucina italiana ha conquistato terreno, ma siamo solo all’inizio di questo processo! Anche perché in Italia c’è tanto da scoprire. È come quando parlando di turismo si dice che l’Italia non è solo Roma, Firenze o Venezia, ma c’è tantissimo da mostrare. Per il cibo vale la stessa cosa”. I prodotti di qualità sono molti, da far conoscere ad uno ad uno.


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