I 9 trend del turismo mondiale nel 2015, svelati al WTM di Londra

Dalla sharing economy alle vacanze hipster, nel mondo si impongono nuovi modelli comportamentali e nuove tendenze

I 9 trend del turismo mondiale nel 2015, svelati al WTM di Londra

 

Si è conclusa a Londra l’edizione 2015 del World Travel Market, il maggior evento mondiale per l’industria del turismo. Un evento monstre, con 4 giorni di esibizioni, meetings, seminari e networking, frequentati da oltre 50mila professionisti da tutto il mondo. Ma per gli addetti ai lavori il WTM è anche l’occasione per fare il punto sullo stato dell’industria mondiale del turismo. Ecco quindi, dal WTM Global Trends Report, i nove trend piú significativi, uno per ciascun continente piú uno per UK e India e due “globali”.

1) USA: Il nuovo “American Dream”: lavorare meno, fare piú vacanze. Un numero crescente di aziende americane, da Netflix a Virgin, ha iniziato a offrire “ferie illimitate” ai propri dipendenti, con l’obiettivo di aumentare la loro fedeltà e motivazione. Non è detto che funzioni, vista la work ethic americana, ma è lecito attendersi un incremento del turismo made in USA.

2) Europa: Vacanze hipster. Sempre di piú, i viaggiatori giovani scelgono come destinazioni le città e le zone piú di tendenza, puntando all’originalità. Quindi non centri storici ma quartieri dove sono di casa creativi e nuove iniziative, dal Kreuzberg di Berlino al Sodermalm di Stoccolma.

3) UK:  competizione tecnologica tra città per ‘rubare’ turisti a Londra. Da Bristol a Glasgow, nell’ultimo anno si sono moltiplicate le iniziative per attirare turisti sfruttando soluzioni high-tech, dallo sviluppo di app all’introduzione di macchine senza autista, passando per l’adozione di tecnologie legate all’Internet of Things. Per le città inglesi che non dispongono delle attrazioni di Londra, la tecnologia diventa elemento di differenziazione e di marketing.

4) Medio Oriente: l’Iran si apre al mondo.  Con la fine delle sanzioni e la fine dell’isolamento geo-politico, l’Iran si riaffaccia sulla scena turistica come un mercato ad elevato potenziale. L’antica storia Persiana, 17 Siti World Heritage, e una serie di attrazioni naturali lo rendono una destinazione tra le piú interessanti al mondo.

5) Africa, una nuova era di innovazione tecnologica. Da Hope City in Ghana a Konza Tech City in Kenya, il continente nero pullula di parchi tecnologici dove si stanno sviluppano innovazioni e app che supporteranno l’espansione dell’industria del turismo.

6) Asia, boom della sharing economy. Superato il tabu iniziale, la sharing economy ha preso piede in Cina (ma anche in paesi come Filippine e Thailandia) in modo sostanziale. Il paese pullula di servizi online per condividere alloggi, taxi e molto altro, sul modello di airbnb e uber.

7) India: le vacanze cash. Se nel mondo il contante sta quasi scomparendo, in India il settore del turismo si sta strutturando per consentire pagamenti cash. Il motivo? Mezzo miliardo di indiani vuole viaggiare, ma non dispone di un conto corrente.

8) Smart Travel. Sempre di piú, la tecnologia punta a trasformare radicalmente l’esperienza di viaggio e di turismo, usando le potenzialità degli smartphones. Un esempio? Già oggi l’app TripAdvisor per Apple Watch è in grado di mandare una push notification all’ora di pranzo, segnalando i ristoranti vicini con il rating piú elevato. Il prossimo passo sarà l’invio di informazioni personalizzate, sulla base dei nostri gusti e delle nostre esperienze.

9) Hotel di lusso e crowdfunding. Un accoppiata imprevedibile ma reale. Gli hotel di lusso stanno utilizzando tecniche social per recuperare investimenti, invece di ricorrere ai tradizionali finanziamenti bancari.  Il concetto di base è quello di coinvolgere il cliente sin dalla fase di disegno e realizzazione dell’albergo, un albergo “created by you, designed by you, funded by you”.


Nove trends che disegnano un quadro affascinante con una leggera contraddizione. Da un lato c’è l’innovazione legata dall’adozione di nuove tecnologie e nuovi modelli di business. Dall’altro c’è un ritorno a un turismo piú “tradizionale” e poco tecnologico. Ma forse è solo l’ulteriore conferma che il turismo è un’industria dalle mille sfaccettature, con problematiche globali ma caratteristiche locali.

Francesco Ragni

Londra, 6/11/2015