Wimbledon: le speranze del tennis azzurro nello slam delle tradizioni

Tra file e caccia ai biglietti gli appassionati di tennis rispondono con entusiasmo ai Championships

Wimbledon: le speranze del tennis azzurro nello slam delle tradizioni

 

Lo slam inglese è il solito connubio di tradizioni e novità, dove all’organizzata queue, la lunghissima fila di attesa sin dalle prime luci dell’alba, per far accedere all’All England Lawn Tennis Club chi non avesse già il biglietto, fanno seguito le novità del tennis mondiale. Almeno quelle che sono pronosticate da tempo in questo sport, perché la terza giornata è sembrata più la riconferma di vecchie certezze.

Le vittorie nette di Serena Williams, contro la bulgara Viktorija Tomova, e il campione in carica Roger Federer, contro lo slovacco Lukas Lacko, non hanno deluso i loro tifosi, ma da tempo si attende nel mondo tennistico l’esplosione di nuovi talenti. Dal canto loro gli italiani, 9 al primo turno quest’anno, più Camila Giorgi nel tabellone femminile, si stanno difendendo con i mezzi tecnici che possiedono in uno dei tornei più complicati della stagione.

Il cambio generazionale appare ancora lontano, in un ranking maschile dove lo scettro viene conteso dai soliti noti, Federer e Nadal, mentre nel femminile manca una nuova regina. Maria Sharapova, che a Wimbledon non aveva mai perso al primo turno prima del 2018, e la ceca Petra Kvitova, una delle favorite, sono state protagoniste di eliminazioni eccellenti.

Secondo l’inviato della Gazzetta dello Sport Riccardo Crivelli, intervistato in esclusiva da Londra,Italia salgono inevitabilmente le quotazioni di un bis per la spagnola Garbine Muguruza, già campionessa nell’edizione 2017. Allo stesso modo, ha detto Crivelli, tutte le speranze italiane del tennis femminile sono riposte su Camila Giorgi, che al secondo turno ha superato l’americana Madison Brengle, dopo anni di successi delle azzurre con nomi blasonati quali Pennetta, Vinci, Errani e Schiavone. Nel maschile, sei giocatori al secondo turno dei Championships è già un record di per sé.


In questo clima di gerarchie non definite ecco che gli azzurri proveranno a dire la propria, anche nella 132esima edizione del torneo più ambito di sempre. Tanti i tifosi italiani presenti anche quest’anno che, fra una partita e l’altra, hanno apprezzato le tradizionali fragole con la panna e tutto quello che i Championships offrono, non solo a livello tennistico. Wimbledon raccoglie quanto è rimasto di elitario nel tennis, sia nel tipo di spettatori, di tutte le età e con un dress code che va dal casual all’elegante. Sui tabelloni viene tutto aggiornato con gli steward che come in un mosaico inseriscono a mano i punteggi, mentre i raccattapalle seguono ancora un addestramento rigoroso quanto quello militare.

Nel terzo giorno, prima della pioggia che ha portato in serata la prima sospensione del torneo 2018, altro aspetto tipico dei Championships, il sole era stato più piacevole per i tifosi che per i tennisti, rendendo il soggiorno londinese quasi insolito, per via del gran caldo. I più fortunati sono riusciti a recuperare un biglietto per i campi principali, ma per tutti gli altri l’erba dei secondari è stata altrettanto verde. Da quelle parti si vendono anche i semi del prato inglese, come è rimasta rigorosa la regola di indossare divise assolutamente bianche per i giocatori. Nei primi turni è più agevole passare di campo in campo per seguire le diverse partite che si svolgono nel ground, ma per chi non fosse stato altrettanto paziente, il maxischermo visibile dalla collina che domina sul campo 1 trasmetteva tutti i match in corso in contemporanea.

La pioggia in serata ha costretto tutti al ritiro, tifosi e tennisti, ma fuori dall’All England Lawn Tennis Club erano già piantate le tende in vista della queue del giorno dopo. Perché l’aspetto affascinante di Wimbledon è anche quello: una lunghissima fila nella speranza di trovare un biglietto per entrare, mentre si scambiano quattro chiacchiere o si fa amicizia con chi precede o segue in coda. Dal tennis, ovviamente si può parlare di tutt’altro, perché lo slam inglese oltre che un torneo tennistico è una vera e propria istituzione. Per gli inglesi è sacra quanto la Regina, con i Royals che spesso vengono a vedere le partite, con appuntamento fisso alle finali. Non a caso lo slam viene chiamato il tempio del tennis mondiale, ed è a Wimbledon che questo sport è nato ufficialmente nel 1877.