Volata finale per l’EMA, Milano in pole position

La città italiana spicca come la candidatura piú forte, ma il meccanismo di voto segreto rende la gara incerta. Decisione a Bruxelles lunedì 20 novembre

Volata finale per l’EMA, Milano in pole position

 

Sono sempre piú alte le chance di Milano come nuova sede della European Medicines Agency (EMA), quando mancano pochi giorni alla decisione finale, in programma per lunedì 20 novembre.

Dovremmo farcela” ci dicono dagli ambienti italiani dell’Agenzia, abbandonando la cautela tenuta negli ultimi mesi. Il consenso si sta coagulando su Milano mentre le varie alternative, per un motivo o per l’altro, appaiono fuori gioco. La candidatura di Barcellona è definitivamente tramontata, a causa della crisi politica catalana, e la Spagna è pronta a supportare l’Italia. Amsterdam sta sgomitando parecchio ma la città olandese, ci dice un esponente dell’EMA, è penalizzata da problemi logistici, in particolare dalla mancanza di un edificio nel quale ospitare l’Agenzia.

Un’altra concorrente di Milano in questa volata finale è Bratislava. Una candidatura che secondo il Financial Times potrebbe rivelarsi vincente potendo contare sui voti dell’est Europa, un blocco ad oggi privo di qualunque agenzia europea, e anche di parte del centro Europa vista la vicinanza con Vienna.  Ma la capitale slovacca è stata già bocciata irrimediabilmente dalla stessa Agenzia: in un sondaggio interno solo il 14% dei dipendenti dell’EMA ha dichiarato di essere disposto a trasferirvisi. In altre parole, l’86% dei dipendenti lascerebbe l’EMA se questa dovesse trasferirsi a Bratislava. Un esodo di professionalità che ne metterebbe seriamente a rischio l’operatività (nella stessa classifica, tra tutte le 19 città candidate, Milano era a un ottimo quarto posto con un gradimento del 69%). Con queste premesse è difficile pensare che il Consiglio dell’Unione Europea possa decidere di allocare l’Agenzia a Bratislava.

Ma la gara rimane apertissima e tutte le considerazioni razionali potrebbero infrangersi di fronte a un meccanismo di voto che Reuters non ha esitato a definire un bingo. “Sarà un bagno di sangue” ha detto all’agenzia un diplomatico esperto che in passato ha preso parte a sessioni simili, “Tutti lotteranno per se. La decisione non avrà nulla a che vedere con i meriti delle varie città”.


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A decidere sarà il Consiglio dell’Unione Europea basato a Bruxelles, composto dai rappresentanti dei 27 paesi membri dell’UE (il Regno Unito ovviamente non partecipa). Ognuno di loro, spiega il sito Politico.eu, dovrà indicare tre preferenze in ordine di priorità, assegnando tre voti alla prima scelta, due alla seconda e uno alla terza. Se in questa prima votazione una città riceverà il massimo dei voti da almeno 14 paesi, sarà subita dichiarata vincitrice. In caso contrario, rimarranno in lizza solo le tre città piú votate e si procederà a un secondo round nel quale ogni paese avrà un solo voto a disposizione. Anche in questo caso, vincerà la città che dovesse ricevere almeno 14 preferenze. Se cosi’ non fosse, si passerà a un ballotaggio tra le due città piú votate (o tutte e tre nel caso di un ex-aequo con 9 voti a testa). Ma se dopo il terzo round ancora non fosse emerso un vincitore, non vi saranno ulteriori votazioni. A quel punto il nome della città vincitrice sarebbe estratto a sorte dal presidente estone Juri Ratas. Importante quindi per Milano ottenere sufficienti voti in una delle tre tornate di voti.

Le votazioni, spiega ancora Politico, saranno segrete e le schede della votazione saranno distrutte, mentre sarà reso noto solo il risultato finale. L’annuncio della città prescelta è atteso per il tardo pomeriggio del 20 novembre. Nella stessa data, Bruxelles deciderà e annuncerà anche la nuova location della European Banking Authority, l’altra agenzia europea oggi basata a Londra costretta a trasferirsi a causa della Brexit.