Un viaggio nella fotografia: il V&A di Londra inaugura il nuovo Photography Centre

Oltre 800mila scatti raccolti dal 1852 con stampe e negativi dei primi pionieri. La nostra visita in anteprima

Un viaggio nella fotografia: il V&A di Londra inaugura il nuovo Photography Centre

 

Il Victoria & Albert Museum di Londra apre il Photography Centre offrendo un viaggio tra antico e moderno all’insegna della fotografia dove l’obiettivo è assoluto protagonista insieme alla sua capacità di immortalare il mondo.

La nuova area espositiva, realizzata all’interno di tre sale del XIX secolo, è stata presentata nei giorni scorsi agli addetti ai lavori (al centro un videotour in anteprima e in basso una galleria di immagini del nuovo centro). Da domani, venerdì 12 ottobre, sarà visitabile a ingresso gratuito dal grande pubblico che potrà ammirare gli oltre 800mila scatti dal 1852 a oggi ospitati in tutto il V&A con particolare attenzione a quelli in mostra nella nuova esposizione.

Per l’occasione è stata allestita “Collecting photography: from daguerreotype to digital“, una mostra che interpreta la fotografia come modo di collezionare il mondo attraverso la sua evoluzione tecnologica. Si possono così ammirare stampe e negativi di pionieri quali William Henry Fox Talbot, Julia Margaret Cameron e Frederick Scott Archer, oltre a macchine fotografiche, pubblicazioni e documenti originali, fino a giungere ai giorni nostri dove ognuno può immortalare la realtà che lo circonda attraverso il suo smartphone.

Esposte anche 63 foto scattate da Linda McCartney e 14 stampe di Mary McCartney, rispettivamente moglie e figlia del celebre Paul dei Beatles, donate al museo.


Il nuovo centro ospita anche una camera oscura, ispirata a quelle utilizzate dai fotografi nel XIX secolo, per proiezioni multimediali e workshop.

 “Ogni fotografia è il portale di un preciso momento nella storia – ha spiegato David Kohn, l’architetto che ha curato l’allestimento –. Nel nuovo Photography Centre mostriamo l’incredibile collezione del V&A Museum insieme a macchine fotografiche e altri oggetti correlati che letteralmente danno vita a ogni fotografia, portando i visitatori oltre le immagini e dentro i ricchi contesti sociali e culturali del loro inizio”.