Brexit, governo UK ospita il summit per convincere altri paesi a entrare nell’Unione Europea

Si terrà il 10 luglio tra sei nazioni del blocco occidentale dei Balcani e sei attuali membri dell'UE

Brexit, governo UK ospita il summit per convincere altri paesi a entrare nell’Unione Europea

 

Il governo inglese si prepara a convincere altri paesi ad entrare nell’Unione Europea, nel momento in cui ha deciso di non farne più parte. Suona alquanto bizzarra l’iniziativa che si terrà il prossimo 10 luglio a Londra dove il primo ministro Theresa May ha invitato i capi di stato di Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia, per discutere dell’importanza di fare gruppo con l’obiettivo di salvaguardare e incrementare l’economia e la sicurezza nel Vecchio Continente.

Come se non bastasse, di fronte agli ospiti d’eccezione siederanno i rappresentanti di Austria, Croazia, Francia, Germania, Italia e Slovenia, membri dell’UE scelti dal Regno Unito, per spiegare ai loro colleghi quanto possa essere strategica la loro adesione al gruppo attualmente formato da 28 membri (27 da marzo 2019, dopo l’uscita dell’UK).

A raccontarla sembrerebbe una barzelletta, dato che a fare da collante è proprio l’UK che di fatto ha reputato di non far parte più di un’organizzazione unica, politica, economica e sociale, quale è l’Unione Europea.

Invece si tratta di pura realtà tanto che nelle aule di Westminster in molti hanno parlato di un’iniziativa che creerà sicuro imbarazzo a livello internazionale in considerazione del fatto che Londra è nel pieno delle trattive con Bruxelles per stabilire i termini del divorzio.

L’appuntamento di inizio luglio nella capitale inglese fa seguito a quello organizzato a Berlino nel 2014, e negli anni a seguire a Vienna, Parigi e Trieste (in alto la foto dell’ultima edizione tenutasi in Italia), voluto dalla cancelliera tedesca Angela Merkel con l’obiettivo di invitare paesi dell’area dei Balcani occidentali e membri dell’UE, per discutere tra loro sui vantaggi di far parte dell’UE.

Perché, come si legge nell’introduzione dell’evento, “la partecipazione delle sei nazioni che rappresentano il blocco occidentale dei Balcani, accrescerebbe la stabilità economica dell’intera Europea, incoraggiandone l’imprenditorialità a livello internazionale, riuscendo ad affrontare meglio la disoccupazione giovanile attraverso l’interconnettività territoriale. Ma non solo, la loro adesione rafforzerebbe la cooperazione in materia di sicurezza, necessaria per monitorare constantemente le minacce comuni, tra cui la corruzione, la criminalità organizzata, la tratta di persone, la droga e il mercato illegale di armi che aliminta il terrorismo e l’estremismo violento“.

Insomma, far parte dell’Unione Europea sembra essere la cosa migliore per Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia. Peccato, però, che a dire questa cosa, tra gli altri, sia proprio il Regno Unito che invece ha scelto di abbandonare l’organizzazione.

Di questo controsenso lo stesso UK ne è consapevole tanto che, sempre nella medesima introduzione ufficiale, scrive: “Il Regno Unito vuole una regione dei Balcani occidentali forte, stabile e prospera. Ospitando il summit a Londra, dimostriamo il nostro continuo interesse e coinvolgimento nella stabilità dell’Europa, nonostante la nostra scelta di non farne più parte“.

Destino ha voluto che quest’anno toccasse organizzare l’evento proprio a Londra anche se, visti i tempi tecnici (il referendum sulla Brexit è ormai datato giugno 2016) avrebbe potuto rifiutare l’invito chiedendo ad altri membri di ospitarlo. Invece ha scelto lo stesso di onorare il suo incarico.

Un atteggiamento ambiguo, non il primo della serie, perché come ha evidenziato anche l’Independent non è la prima volta che il Regno Unito nei mesi a seguire il referendum ha evidenziato in varie occasione l’importanza di far parte dell’UE.