Un mese di lockdown: come Londra ha risposto alle restrizioni

I dati parlano di un netto calo degli spostamenti ma i contagi e morti registrati non sono ancora rassicuranti

Un mese di lockdown: come Londra ha risposto alle restrizioni

A Londra da un mese esatto si guida di meno, ci si sposta di meno a piedi e si prendono meno mezzi. Una situazione iniziata lo scorso 23 marzo, quando il Governo britannico ha deciso di mettere il paese in lockdown.

Tutti in auto-isolamento a casa con l’obiettivo di abbassare il più possibile la curva del contagio. Se le restrizioni stanno portando i risultati sperati è difficile dirlo, non essendoci mai stati fenomeni di questa portata nei tempi recenti che possano fungere da paragone.

Ecco allora che ci si affida ai modelli matematici, i sistemi che più di ogni altro possono predire l’andamento di un fenomeno con una certa autorevolezza.

E i risultati per il Regno Unito non sono per nulla confortanti: affermano che il paese potrebbe essere il primo in Europa per numero di vittime da coronavirus entro il mese di agosto. L’ultimo dato ufficiale, aggiornato alle ore 3 di ieri pomeriggio, parla di 18.100 vittime e 133.495 contagiati, tutti in ambito ospedaliero. Ai quali vanno aggiunti quelli nelle case di cura per aziani e persone bisognose, e nelle case private.

Come è invece la situazione di Londra? I contaggi sono 22.353 e le morti 4.211, circa un quinto delle totali di tutto il paese.

Nell’attesa di sapere cosa il futuro prossimo riserverà al Regno Unito, e soprattutto capire se le misure restrittive imposte dal governo avranno funzionato e verranno soprattutto seguite dalla popolazione, da un mese a questa parte a Londra ci si muove molto di meno.

I dati elaborati da Apple mettendo a paragone gli spostamenti pre e durante il lockdown di Londra

 

I dati elaborati da Apple attraverso il tracciamento dei propri cellulari, tra i più utilizzati dalle persone, parlano di un calo della presenza in città dei mezzi a motore del 64% rispetto ai giorni antecedenti il 23 marzo. Lo stesso vale per gli spostamenti a piedi che scendono a quota -73% fino ad arrivare al -85% dei trasporti pubblici.

E’ stato lo stesso sindaco della capitale Sadiq Khan a rilanciare più volte il messaggio principale delle restrizioni imposte del governo: non uscite di casa e soprattutto non prendete i mezzi pubblici se non c’è una reale necessità.

Messaggio che sembra essere stato recepito dalla gran parte della popolazione londinese guardando i dati diffusi da Apple ma che purtroppo non trova riscontro quando si analizzano i numeri di contagi e vittime.

Cosa quindi non sta funzionando? Difficile dirlo, soprattutto in una città da 9 milioni di abitanti dove se anche la riduzione degli spostamenti della popolazione è calata del 73% (dato altamente attendibile visto il livello di penetrazione del brand americano) significa che comunque 2.4 milioni di persone continuano a girare quotidianamente, magari anche solo in un’area circoscritta al proprio quartiere (considerata anche la riduzione degli spostamenti attraverso  i mezzi pubblici).

E tanto per avere un’idea, 2.4 milioni di persone, o se vogliamo anche qualcosa meno se togliamo i bambini di pochi anni di età e gli adulti molto anziani, rappresentano comunque il doppio della popolazione di Milano capoluogo della regione italiana più colpita dall’emergenza sanitaria.


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