Londra blocca Uber, licenza revocata

La TFL giudica il servizio poco sicuro per i passeggeri e poco trasparente nei riguardi dei suoi autisti

Londra blocca Uber, licenza revocata

 

Ora contate per Uber che ha ricevuto l’ennesimo stop dalla TFL, la Transport for London, che ha scelto di non rinnovare la licenza perché giudica il servizio poco sicuro per i viaggiatori oltre a praticare attività poco trasparenti nei riguardi dei suoi autisti.

Ad oggi infatti sono circa 45.000 i drivers che lavorano nella capitale inglese mettendo a disposizione le proprie auto e utilizzando Uber come sistema per ricevere le prenotazioni dai clienti. Clienti che, secondo i più recenti dati, ammontano a circa 3.5 milioni solo a Londra, tra coloro che utilizzano l’app quotidianamente e chi saltuariamente.

Diversi fatti registrati nel corso degli anni avevano messo in allerta la TFL che già due anni fa aveva deciso il primo blocco del rinnovo della licenza. Uber aveva presentato ricorso e continuato ad operare fino al giugno del 2018, quando TFL aveva concesso una nuova licenza “di prova” della durata di soli 15 mesi.

L’azienda americana aveva però dovuto sottostare ad alcune nuove regole imposte dall’azienda pubblica londinese, come il cambio dei vertici aziendali nel Regno Unito e la nomina di una commissione indipendente che si occupasse di monitorare le sue attività in città.

Inoltre Uber aveva accettato di imporre limiti più severi ai suoi autisti per evitare che guidassero quando erano stanchi oppure non in regola e di condividere con le autorità municipali i dati sugli spostamenti delle sue auto.

Nonostante queste migliorie, la TFL ha deciso proprio oggi di sospendere di nuovo la licenza sottolineando come l’azienda vi abbia posto rimedio solo in parte, confermando come il modo di operare sia “tuttora non adeguato né corretto rispetto alla normativa locale“.

Uber ha già fatto sapere che presenterà appello e ha a disposizione 21 giorni per formalizzare la richiesta di fronte alla giustizia britannica.


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