Tube di Londra, calano i passeggeri ma cresce la popolazione

Greater London ha superato i 10 milioni di abitanti, mentre la TFL ha registrato una diminuzione del 2%

Tube di Londra, calano i passeggeri ma cresce la popolazione

 

Dopo anni di crescita costante la Tube di Londra ha registrato un calo di passeggeri, nonostante la capitale continui a ospitare sempre più cittadini.

Secondo la ricerca condotta da TFL, la Transport for London, nell’anno fiscale 2017-2018 (quello che per il Regno Unito va da aprile a marzo) sono stati 1,35 miliardi i passeggeri (pendolari, cittadini e turisti) che si sono serviti dell’intera rete dei trasporti pubblici rispetto ai 1,38 miliardi del periodo precedente, con una differenza in negativo del 2%.

Mentre nella Greater London, quella che potremmo definire come la “provincia” di Londra, nel corso degli ultimi anni la popolazione è cresciuta del doppio rispetto alla media nazionale, passando da 8.204.000 nel 2011 ai 8.674.000 nel 2016 (ultimo dato ufficiale elaborato dall’Office for National Statistics): una crescita del 5.7% in confronto alla media in UK del 2.9%.

Per il 2018 si stima che il numero possa arrivare a contare 10.660.000 di cittadini nell’area che normalmente viene indicata tra la zona 1 e la zona 9.

Due le cause centrali che hanno portato a una calo di passeggeri: la prima dettata dall’evoluzione del mondo del lavoro, la seconda puramente economica.

Partendo dal lavoro, Londra, così come tante altre metropoli del mondo, è stata interessata da una evoluzione di particolari ruoli nel corso degli ultimi anni, soprattutto quelli legati alle consulenze e ai servizi. Molti di questi, grazie alle connessioni web sempre più veloci, vengono svolti da casa senza la necessità di doversi spostare utilizzando la rete dei trasporti pubblici, o quantomeno riducendo gli spostamenti su base mensile. Aspetto non di poco conto, visto che tra i principali business della capitale inglese ci sono proprio i servizi e le consulenze.

Il secondo aspetto, quello economico, è dettato dalla crescita del costo dei trasporti: tra il 2000 e il 2012 sono rimasti stabili, mentre negli anni successivi sono aumentati del 5% sui bus e del 3% sulla metro; gli aumenti hanno interessato ancora di più gli abbonamenti, saliti rispettivamente dell’8% e del 6%. Aumenti che, aggiunti alla crescita del costo della vita, hanno fatto scoraggiare soprattutto le fasce meno abbienti, studenti e giovani lavoratori in particolar modo, a spostarsi per Londra se non in casi di pura necessità.

Secondo il rapporto pubblicato dalla TFL nell’annata 2016/2017 sono stati registrati una media di 2,2 viaggi al giorno per viaggiatori, il 20% in meno rispetto a dieci anni prima. Una tendenza che però dovrebbe cambiare da quando entrerà in funzione l’Elizabeth Line (la piena operatività è prevista per dicembre 2019) che porterà nuovi flussi di viaggiatori-pendolari da numerose aree fuori Londra verso la capitale inglese.

A questo link è possibile consultare il rapporto della TFL sui dati degli ultimi anni e le previsioni per quelli a venire.