Trump, pupazzo gonfiabile volerà sul Parlamento durante la visita in UK

Un gigantesco pallone che ritrae il presidente nella tipica posa "arrabbiata" sorvolerà il Parlamento. Gli attivisti: "La Gran Bretagna ride di lui"

Trump, pupazzo gonfiabile volerà sul Parlamento durante la visita in UK

 

Sorriderà ? Si arrabbierà?  Sarebbe interessante saperlo. Un gigantesco pallone aerostatico a immagine e somiglianza di Donald Trump sorvolerà i cieli del centro di Londra venerdì  13 luglio durante la visita di tre giorni del presidente americano in programma la prossima settimana.

La protesta, tanto ambiziosa da sembrare irreale,  è stata messa in piedi da un gruppo di attivisti che si definisce di “artisti antifascisti”.  Un crowdfunding in Rete (guarda)ha raccolto 22.477 dollari, oltre a migliaia di firme. La petizione è stata quindi inoltrata agli uffici competenti per le autorizzazionei del caso. “Trump è un bambino cresciutello e arrabbiato con un ego fragile e manine tenere – scrive il collettivo nel testo – Così, quando visiterà il Regno Unito, vogliamo essere sicuri che sappia che tutta la Gran Bretagna lo guarda dall’alto in basso e ride di lui”.

Giovedì la singolare performance ha ottenuto il via libera da parte dell’amministrazione comunale guidata da Sadiq Khan, non certo un supporter di The Donald.

Il gonfiabile, denominato “Trump Baby”, resterà sospeso un paio d’ore e potrà muoversi in un’area limitata sopra il Parlamento, naturalmente sottoposto a rigide misure di sicurezza. Ma sarà in aria, a simbolizzare il pensiero di tutti quanti si oppongono alle politiche nazionaliste e all’impulsività istintuale dell’attuale inquilino dello Studio Ovale. “Il sindaco Sadiq Khan sostiene il diritto di protestare pacificamente e comprende che quest’ultimo può manifestarsi in diverse forme” ha commentato un portavoce a Sky News. In un’epoca in cui la comunicazione visuale ha completamente soppiantato quella testuale, non poteva esserci messaggio o dichiarazione più potente.

LONDRA TORNA A FARE SCUOLA –  Londra torna, insomma, a essere se stessa dopo la caduta di stile della Brexit – votata sull’onda di un sentimento anti-immigrati– e il caso Windrush, in cui a persone ormai naturalizzate vengono negati i documenti-. La capitale inglese si riprende parte della reputazione che si è costruita negli anni come città accogliente e libera, porto franco di etnie e idee.

Che sia il segnale di un’inversione di rotta rispetto al nazionalismo che dilaga anche in Europa? C’è da sperarlo. Poco da fare, c’è un motivo se gran parte delle tendenze nascono, da sempre, nella capitale inglese.

Il proverbiale understatement britannico spesso risulta scialbo agli occhi focosi dei latini; ma fa sì che il Regno Unito riesca quasi sempre a cogliere il meglio della ricchezza culturale che si è trovato a gestire.

La Regina sarà sempre la Regina, la società è classista, ma i britannici – una monarchia – sono ancora il popolo più democratico d’Europa. Peccato abbiano deciso di chiamarsi fuori.

Antonio Piemontese
@apiemontese