Torna l’EFG London Jazz Festival. Ecco gli show da non perdere

Dopo l'edizione totalmente online per via della pandemia, Londra torna a vibrare con le note dei più grandi da tutto il mondo

Torna l’EFG London Jazz Festival. Ecco gli show da non perdere

 

Per i londinesi amanti del jazz, e in generale della buona musica, arriva il periodo più bello dell’anno. Quello dell’EFG London Jazz Festival.

Dopo una edizione 2020 interamente digitale (bella ma inevitabilmente fredda), quest’anno il festival torna a svolgersi nel modo più bello e naturale, dal vivo, insieme al pubblico, per 10 giorni, da venerdi 11 a domenica 21 novembre.

Arrivata alla sua 29ma edizione, la kermesse londinese si ripresenta in tutto il suo splendore: oltre 300 eventi con più di 1,000 artisti, in 60 luoghi diversi, dalla sofisticata Cadogan Hall alla semplice sala da musica di una Primary School a Finchley. Un piccolo capolavoro logistico reso possibile grazie all’instancabile team di Serious, la società che lo produce e lo organizza sin dalla prima edizione, la sponsorship della banca EFG, e l’entusiasmo del pubblico che anno dopo anno ne decreta il successo.

Anche per questa edizione il festival propone un mix accattivante di star internazionali e giovani promesse, coprendo una vasta gamma di espressioni musicali. Non solo jazz, verrebbe da dire, ma si sa che dentro questa categoria trovano sempre spazio molti altri generi. Il programma completo della rassegna stampa è disponibile online. Impossibile presentare tutti i concerti, alcuni dei quali disponibili anche in streaming. Qui per voi la nostra personalissima scelta dei migliori 10 eventi del 2021 EFG London Jazz Festival.

Archie Shepp & Jason Moran
Venerdi 12 novembre 2021, 7.30pm – Barbican
Arrivato a 84 anni, Archie Shepp ha completato una parabola artistica completa, andando dall’avant-garde (che ha contributo a far nascere insieme a musicisti come Coltrane, Coleman and Taylor) alla riscoperta delle radici del blues. Qui si presenta affiancato da Jason Moran, pianista texano di grande sensibilità e tecnica, con il quale ha inciso il recente “Let My People Go”. Due visionari di diverse generazioni, pronti a spaziare da Fats Waller a Monk. Da non perdere.

Eddie Henderson
Sabato 13 Novembre 5.30pm e 9.30pm – Pizza Express Jazz Club Soho
Nato a New York nel 1940 (nella foto in alto). Cresciuto a Harlem. La madre ballerina al Cotton Club. Louis Armstrong gli regalò la prima tromba quando aveva 9 anni. Miles Davis era spesso ospite a casa. Impossibile non diventare un grande trombettista jazz, oggi ultra ottantenne ma in piena attività. Qui lo si può ascoltare suonare con un quartetto di giovani talenti tra i quali spicca il pianista ungherese Matyas Gayer, nella cornice intima di uno dei migliori jazz club di Londra.

Dave Holland and John Scofield
Domenica 14 Novembre 4pm e 7pm – Cadogan Hall
Chiedete a qualunque appassionato di jazz di nominare i migliori tre chitarristi e sentirete il nome di John Scofield. Fate lo stesso per i contrabbassisti e ci sarà il nome di Dave Holland. Due maestri assoluti, entrambi al pinnacolo della loro carriera. Ora immaginateli insieme a suonare in duo un mix di standard e composizioni originali, col conforto dell’acustica perfetta della Cadogan Hall.

Shai Maestro
Lunedi 15 Novembre 7.30pm – Cadogan Hall
In nomen omen. Arrivato al sesto album con la ECM, l’isrealiano Maestro è ormai più che una promessa. Pianista e compositore dalla incredibile fluidità musicale, riesce a stupire e innovare pur rispettando la tradizione. A Londra si presenta con un quartetto, ovvero il suo trio arricchito dal trombettista Philip Dizack.

Chick Corea’s the Vigil Songbook with Tim Garland, Jason Rebello,
Lunedi 15 Novembre 2021, 8.30pm – Kings Place
L’omaggio a Chick Corea è cosa buona e giusta. Il pianista americano scomparso a febbraio è stato un gigante assoluto e ha lasciato un patrimonio di incisioni, composizioni e idee musicali che meritano di essere riproposte ed esplorate. A farlo sarà un gruppo guidato dal sassofonista Tim Garland, che ha fatto parte di una delle ultime di band di Corea, affiancato da Jason Rebello, uno dei migliori pianisti jazz britannici.

Gwilym Simcock Quintet
Giovedi 18 novembre 8pm – 606 Club
Se come noi pensate che il jazz si gode meglio se ascoltato in un piccolo club invece che in un teatro, dirigetevi senza incertezze verso il 606 Club. Un seminterrato nella parte meno nobile di Chelsea, vicino al fiume, che da decenni ospita i migliori musicisti britannici. Nessuno incarna questa definizione meglio di Simcock, pianista di straordinario talento, apprezzatissimo da star come Pat Metheny che lo ha voluto nel suo ultimo gruppo. Al 606 Simcock suonerà in quintetto e porterà alcune nuove composizioni.

Piazzolla x100
Venerdi 19 novembre 7.30pm – Wigmore Hall
Astor Piazzolla ci ha lasciato da quasi trent’anni, dopo avere inventato una musica straordinaria, struggente, che partendo dal classico ballo argentino era arrivata a flirtare con il jazz. Oggi è suo nipote Daniel “Pipi” Piazzolla a portare avanti la sua musica, con una band che ripropone la strumentazione tipica del quartetto di ‘tango nuevo’: piano, basso, batteria e, ovviamente, il bandoneon.

Average White Band
Sabato 20 novembre 7.30pm – Royal Festival Hall
Poche band possono dire di essere in attività da quasi 50 anni (49 per l’esattezza), e sempre con la stessa miscela accattivante che unisce funky, disco e R&B. Provate a non ballare quando parte il riff di “Pick Up The Pieces”. Per i nostalgici degli anni ’70.

Charles Lloyd
Sabato 20 novembre 7.30pm – Barbican
Un mostro sacro. Forse il più grande maestro del sax tenore ancora in attività, adesso che Rollins e Shorter hanno smesso di suonare. Un musicista che continua a sperimentare con la saggezza dei suoi anni (ne ha 83) e l’entusiasmo di un ventenne. Con lui una band straordinaria che comprende Gerald Clayton al piano, Reuben Rogers al basso e Kendrick Scott alla batteria.

Brad Mehldau trio
Domenica 21 Novembre 7.30pm – Barbican
Tra i tanti format con i quali si esibisce (dal piano solo alle collaborazioni con orchestra), quello del classico trio rimane il contesto ideale per Brad Mehldau. Il livello di interplay con i suoi fidi compagni Larry Grenadier e Jeff Ballard, con i quali suona da decenni, è tale da rendere ogni istante del concerto degno di massima attenzione.