Theresa May a Firenze il 22 settembre per un discorso chiave sulla Brexit

Ad annunciarlo l'Ambasciata britannica a Roma. Ancora non sono stati forniti ulteriori dettagli, tranne che la scelta dettata dal voler parlare dove l'Unione Europea è stata fondata, in Italia

Theresa May a Firenze il 22 settembre per un discorso chiave sulla Brexit

 

Theresa May ha scelto la città di Firenze per tenere il suo nuovo discorso pubblico sulla Brexit e sugli attuali negoziati con l’Unione Europea. Ad annunciarlo l’ambasciata britannica a Roma che ha inviato una nota ufficiale nella quale è scritto che il primo ministro volerà nella città toscana il prossimo 22 settembre.

Una scelta che ha lasciato tutti di stucco, soprattutto a Bruxelles, dove appena una settimana fa la stessa May era stata invitata dall’attuale presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani a tenere proprio un discorso aggiornando tutti sullo stato dei fatti. Invito che è stato declinato dalla May.

Ora, invece, ecco l’annuncio a sorpresa di queso nuovo discorso pubblico, a nove mesi dall’ultimo sul medesimo tema avvenuto a Lancaster House a Londra. Per il momento non sono stati forniti ulteriori dettagli. Anche il portavoce di Theresa May, James Slack, contattato dalla stampa britannica, ha risposto molto genericamente alle domande sulla scelta di tenere un discorso pubblico ora, e perché proprio nel capoluogo toscano.

Stando alle risposte di Slack, il Regno Unito vuol parlare dei futuri rapporti con l’Europea, scegliendo di farlo dove questa è stata di fatto fondata (in Italia, sull’Isola di Ventotene nei primi anni Quaranta, ndr). Nel discorso del 22 settembre la May aggiornerà tutti sulle evoluzioni delle contrattazioni in atto – ha riportato la stampa britannica dopo aver ascoltato Slack – ricordando che il Regno Unito sta lasciando l’Unione Europea ma non l’Europa.

Quello della May a Firenze sarà un discorso chiave, che anticipa di pochi giorni il quarto round di contrattazioni tra UK ed UE; inizialmente si sarebbe dovuto tenere il 18 settembre, poi è stato spostato al 25. Nei precedenti tre sono state evidenziate tutte le lacune che il Regno Unito ha mostrato fino ad ora nell’offrire posizioni chiare sugli aspetti centrali delle negoziazioni.

Ma i problemi per l’UK non erano solo a Bruxelles, quanto anche a Londra, dove negli ultimi mesi hanno preso il sopravvento le lotte interne tra i maggiori partiti politici britannici, soprattutto tra i sostenitori della soft conto quelli dell’hard Brexit. Con al centro la May accusata di mostrare notevoli debolezze politiche e governative che stanno mettendo a serio rischio il futuro dell’intero Paese.