Test & Trace: in UK solo il 50% di chi entra in contatto con un contagiato Covid viene rintracciato

Il sistema presenta varie criticità, tra le quali anche la barriera linguistica: non tutti parlano inglese e riscono a fornire le proprie generalità

Test & Trace: in UK solo il 50% di chi entra in contatto con un contagiato Covid viene rintracciato

 

Alla fine di maggio, il governo inglese ha lanciato ‘Test & Trace’, il programma ufficiale dell’NHS mirato al contenimento dei contagi da coronavirus e alla prevenzione di nuovi focolai. Ad oggi pare però che il servizio non abbia raggiunto le aspettative degli esperti, con meno della metà delle persone potenzialmente contagiate in isolamento. 

Inaugurato il 28 maggio scorso, Test & Trace è il sistema ufficiale del servizio sanitario nazionale britannico per il monitoraggio della curva dei contagi da coronavirus, in attesa dell’app di tracciamento che è attualmente in fase di sperimentazione. Lo scopo fondamentale è quello di rintracciare coloro che sono stati a contatto ravvicinato con persone risultate affette da Covid-19. I pazienti positivi al virus vengono infatti contattati dagli impiegati del sistema e devono fornire una serie di informazioni, tra le quali il postcode di residenza, una lista dei luoghi frequentati di recente ed i contatti di tutti coloro con cui hanno avuto interazioni per più di 15 minuti e a distanza di meno di 2 metri nei 9 giorni precedenti alla comparsa dei primi sintomi.

Ma i dati del ministero della salute, aggiornati a pochi giorni fa, parlano chiaro: meno della metà delle persone che hanno avuto contatti ravvicinati con qualcuno risultato positivo sono stati effettivamente rintracciati.

Il fallimento del Test & Trace, con la percentuale di persone raggiunte ancora troppo bassa e la cronica carenza di test disponibili per zona, è particolarmente evidente nella capitale. Tra Hackney e la City, solo il 72% dei pazienti positivi sono stati inseriti nel programma e contattati dal team. Su tutta Londra, queste percentuali variano tra il 69 e l’87%, comunque non il 100%. Inoltre, dei contatti forniti da questi ultimi, meno della metà sono stati identificati e rintracciati. Secondo l’Evening Standard, delle persone contattate in seguito alla comparsa dei sintomi, un quarto potrebbe non aver fornito le informazioni necessarie per rintracciare coloro con cui avevano avuto contatti. I ricercatori della UCL e della London School of Hygiene avevano previsto che il sistema avrebbe raggiunto almeno l’80% dei potenziali contagiati, ma per il momento le percentuali si aggirano intorno al 50. 

I motivi dietro questi numeri sembrano essere vari. Esiste sicuramente un problema di responsabilità, laddove la responsabilità di fornire dati completi e veritieri sta al singolo, cosa che potrebbe essere risolta dall’app di tracciamento. La stessa cosa vale per i pub e i ristoranti; dalla riapertura – il 4 luglio scorso – i ristoratori hanno l’obbligo di fornire gli strumenti per la registrazione dei clienti, ma non quello di controllare le veridicità dei dati forniti. 

Un altro problema associato al Test & Trace pare essere la mancanza di dati in generale. Fino a qualche settimana fa, le autorità comunali ricevevano soltanto il postcode di residenza del paziente risultato positivo. Ad oggi, vengono passate più informazioni, ma queste sembrano essere tuttavia insufficienti. Ad esempio, non viene comunicata la professione del paziente, cosa che impedisce l’efficace monitoraggio dei focolai sui luoghi di lavoro. 

C’è poi un problema linguistico, dovuto alla mancanza di servizi di traduzione associati al programma Test & Trace. Questo pone importanti barriere linguistiche ed impedisce una chiara comunicazione con coloro che non parlano inglese.

Infine, gli incentivi per auto-isolarsi rimangono ancora troppo pochi. Una persona contattata dall’NHS dopo essere entrata in contatto con un paziente positivo e che quindi dovrebbe restare in isolamento per almeno 14 giorni può fare richiesta per la Statutory Sick Pay di soli 95.85£ a settimana. Questo significa che una vasta fetta dei lavoratori, soprattutto nella capitale, non può permettersi la quarantena.

Nonostante i numeri e le critiche, Boris Johnson nel suo recente question time a Westminster ha sorvolato sulla questione portata alla sua attenzione dai parlamentari, ignorando le problematiche che la stessa responsabile del Test & Trace Sarah-Jane Marsh aveva sollevato e accusando le persone senza sintomi di ‘abusare‘ dei test messi a disposizione. Il Primo Ministro ha lodato gli sforzi ‘eroici’ del sistema sanitario nazionale e auspicato per un futuro in cui ognuno potrà essere testato contro il virus ogni mattina.


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