Terrorismo, la Polizia: “5 Britannici a settimana lasciano il Regno Unito e si arruolano nell’ISIS”

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Bernard Hogan-Howe (Foto: Wikipedia)

 

Continuano le forti preoccupazioni sul tema del terrorismo, in particolare quello legato all’ISIS, l’organizzazione terroristica di matrice islamica e jihadista che ha sede in Iraq e Siria. A creare notevole apprensione sono state le scottanti rivelazioni del più anziano capo della polizia del MET, secondo il quale a seguito dell’indagine svolta dopo la morte del terzo jihadista a Portsmouth è emerso che “5 britannici a settimana lasciano il Regno Unito alla volta si Siria e Iraq per unirsi a questo gruppo terroristico”.

Il commissario della polizia metropolitana, Bernard Hogan-Howe, ha detto che “il fardello del terrorismo in UK è adesso più veloce e più intenso”.

“Questi sono soltanto alcuni di quelli che noi crediamo se ne siano andati. Ce ne possono essere molti di più che sono partiti verso un altro paese e si sono ristabiliti in Siria e in Iraq, in una maniera che non è sempre facile da spiegare, quando avvengono il fallimento di Stati e il crollo dei confini”.

Parlando alla Conferenza sulla Sicurezza Nazionale svoltasi a Londra, il capo della polizia ha aggiunto che le attività di questi militanti non dovevano considerarsi soltanto “degli orrori in terre lontane” e ha messo in guardia riguardo il ritorno di possibili attentati terroristici in UK.

Hogan-Howe ha poi continuato: “L’avanzata dell’IS attraverso la Siria e l’Iraq, che è avvenuta in maniera incredibilmente rapida, e che adesso volge anche verso la Turchia, non può essere considerata solo una questione di orrori in terre lontane.” Noi sappiamo che più di 500 persone di nazionalità britannica sono partiti per prender parte al conflitto. Molti sono ritornati e molti altri desiderano farlo nei prossimi mesi e forse nei prossimi anni.

Il MET afferma di aver compiuto 218 arresti per attività terroristiche relative a quest’anno, con un incremento del 70% in tre anni.  “Una larga parte di questo aumento degli arresti è dovuto ad attività terroristiche, complotti e collegamenti creati con la Siria.  Ha inoltre aggiunto che il ritorno di “individui potenzialmente addestrati come militari” per le strade del Regno Unito “è un rischio per le nostre comunità”.

Non c’è da stare tranquilli quindi, e visto l’allarme lanciato da Hogan-Howe, che è apparso come una dura critica nei confronti dell’esecutivo britannico, non bisogna chiudere gli occhi su quello che succede in Medioriente, considerandolo solo e soltanto un problema lontano dalla nostra cultura, altrimenti una potenziale minaccia potrebbe trasformarsi in un grosso problema da dover risolvere a posteriori.

Marcello Mormino

24 Ottobre 2014