Super batteri nella Tube di Londra. La scoperta pubblicata su “Nature”

Biomedici dell'East London University hanno scovato una serie diversificata dei geni di batteri che conferiscono resistenza agli antibiotici

Super batteri nella Tube di Londra. La scoperta pubblicata su “Nature”

 

Non esistono tassi eccessivi di umidità, caldo record o livelli di smog che possano debellare i super batteri che sono stati scoperti all’interno della Tube di Londra.

A riportarlo una ricerca pubblicata su “Nature” la prestigiosa rivista scientifica internazionale, e condotta da un gruppo di medici dell’East London University coordinati dalla professoressa Hermine Mkrtchyan.

I biomedici hanno raccolto campioni attraverso dei tamponi utilizzati in normali aree di passaggio dei pendolari della metropolitana di Londra, ma anche in altri luoghi pubblici come gli ospedali e i centri commerciali, e anche sulle tastiere degli sportelli bancomat. L’intento era di scovare la presenza di stafilococchi, batteri noti per causare infezioni nell’uomo.

Dai campioni raccolti, gli esperti hanno identificato un totale di 600 singoli tipologie differenti di stafilococchi. Di questi 281 (il 46.83%) hanno mostrato resistenza a due o più antibiotici, tra i quali la comune penicillina antibiotica, mentre una percentuale più elevata di batteri (49,5%)  è risultata essere resistenti a più farmaci, ed è stata trovata nelle aree maggiormente frequentante dalle persone, come per l’appunto la Tube di Londra.

All’interno dei campioni è stata trovata anche una serie diversificata dei geni di batteri che conferiscono resistenza agli antibiotici, alcuni dei quali non erano stati identificati in precedenza.

Una sorta di super batteri che hanno avuto la capacità di evolversi anche in ambienti particolarmente ostili come la metropolitana dove sono sempre più normali sbalzi di temperatura e umidità, così come i livelli di inquinamento soprattutto nei mesi primaverili ed estivi.

Le aree pubbliche in generale che fanno parte della nostra vita quotidiana stanno sempre più diventando serbatoi di batteri resistenti a più farmaci – ha dichiarato Hermine Mkrtchyan -. I campioni analizzati sono ulteriori prove del fatto che le misure di controllo delle infezioni non riescono a limitare la diffusione di batteri resistenti”.

Per approfondire l’argomento a questo link è possibile trovare la ricerca completa.


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