Smart Meter, in UK tutti lo vogliono ma in pochi riescono ad ottenerlo

Entro il 2020 devono essere installati in tutte le case britannche ma sono ancora poche le aziende operative su questo fronte

Smart Meter, in UK tutti lo vogliono ma in pochi riescono ad ottenerlo

 

Gli smart meters sono previsti dal governo, aiutano a proteggere l’ambiente perché consentono di controllare i consumi e giovano alle finanze dei consumatori perché danno modo di verificarne l’importo, ma spesso rimangono una chimera, se non – in qualche caso – una beffa.

Ad accorgersene sono state centinaia di consumatori londinesi che nei mesi scorsi hanno risposto all’annuncio di diverse aziende elettriche che invitavano a telefonare e a prenotare l’installazione per questo misuratore del consumo domestico.

Per chi ancora non lo conoscesse, lo smart meter è un contatore “intelligente” di gas ed elettricità che invia in maniera digitale le letture al proprio fornitore per poter emettere fatture più precise evitando conguagli indesiderati.

Qualcuno ha chiamato, fissato la data, e si è sentito dire dal tecnico che la collocazione era impossibile nella sua abitazione, una casa vittoriana come ce ne sono tante in città. In un altro caso, telefonare per ottenere un appuntamento si è rivelato un lavoro titanico, con le linee sempre occupate o che cadevano subito dopo la prima risposta.

Una pensionata di Londra, poi, ha segnalato ai giornali che dopo sei telefonate non è riuscita ad ottenere alcun appuntamento. Le richieste rivolte alla società di cui si serve erano troppe e i tecnici in grado di compiere l’intervento non abbastanza numerosi.

Lo schema lanciato dal governo nel 2016 prevede però che entro il 2020 l’80 per cento delle case britanniche abbiano uno smart meter funzionante. Peccato che ad oggi, ne manchino ancora moltissime. Secondo una ricerca condotta il mese scorso dal gruppo Which?, le compagnie che si occupano di energia dovrebbero installare 24 smart meter al minuto per sette giorni su sette, 24 ore al giorno, per riuscire a raggiungere l’obiettivo prefissato da Westminster.

Un’utopia che le aziende, soprattutto le grandi, tentano di perseguire attivando messaggi promozionali e call center per prendere appuntamenti, che non sempre vengono onorati o risultano efficaci. Spesso, poi, i problemi si presentano nel momento in cui si cerca di passare da un gestore a un altro, più conveniente, perché non sempre gli smart meter funzionano con le stesse modalità. Nelle case inglesi, inoltre, esistono anche calcolatori di vecchia concezione, che andrebbero sostituiti con quelli di ultima generazione, che peraltro non sono ancora diventati operativi per questioni tecniche.

La questione smart meter a qualcuno sembra una beffa, mentre per altri è come un sogno irrealizzabile. Ma va tenuta in considerazione. Come sta facendo Green Network Energy, provider con base in Italia che da oltre un anno si sta diffondendo anche sul mercato inglese.

Al momento non abbiano ancora installato gli smart meter perchè non intendiamo utilizzare quelli di prima generazione, che non sono adeguati – spiega Sabrina Corbo, presidente della società – . I nostri operatori che seguono questo settore stanno lavorando in laboratorio sulla sperimentazione degli smart meter più avanzati. Per giugno verranno collocati in una serie di abitazioni per le ultime verifiche e successivamente, diciamo da settembre, saremo in grado di fornire ai nostri clienti gli strumenti migliori, che offrano prestazioni di qualità”.

Un percorso chiaro e ben definito, che in questo panorama di dubbi e promesse infrante, rappresenta una certezza.


Articolo realizzato con il supporto di Green Network Energy – la prima azienda italiana di energia nel Regno Unito