Sette giorni di fase 2, e Londra è tornata a “muoversi”

I tracciamenti degli spostamenti confermano la nuova tendenza. Aumentano quelli sulle auto private

Sette giorni di fase 2, e Londra è tornata a “muoversi”

 

Sette giorni fa a Londra, come nel resto del Regno Unito, è partita la fase 2 dell’emergenza sanitaria legata al coronavirus. Un allentamento delle misure restrittive volute dal Governo britannico che si è tramutato in un rientro al lavoro per chi non poteva rimodularlo in versione smart-working, e la possibilità di godere degli spazi all’aperto per tutto il tempo voluto.

Tutto questo ha significato rimettere in moto la capitale. Ovviamente non un ritorno alla normalità, la curva dei contagi ancora non lo permette, ma comunque i dati confermano che in migliaia hanno abbandonato l’obbligo del lockdown per tornare in ufficio o per passeggiare attorno alla propria area.

Il giorno prima del rilassamento delle misure restrittive, il 12 maggio scorso, Londra registrava un calo degli spostamenti sui mezzi pubblici dell’82%, a piedi o in bicicletta del 72% e di quelli sui mezzi a motore del 63% rispetto alle settimane precedenti al lockdown, ossia il 23 marzo scorso.

A sette giorni dall’inizio della fase 2, tutti e tre i dati hanno registrato un incremento, segno che molte più persone hanno ripreso a muoversi a Londra: una crescita del 6% del trasporto pubblico, del 10% degli spostamenti a piedi o in bicicletta e addirittura del 18% di quelli su mezzi privati.

Questi dati provengono dal monitoraggio quotidiano effettuato dalla Apple (nella foto in basso l’ultimo dato del 18 maggio) attraverso i suoi smartphone, tra i più utilizzati dalla popolazione. Non stupisce affatto come l’incremento maggiore sia stato quello dei mezzi a motore, dato che da una parte il sindaco Sadiq Khan ha più volte sottolineato di non prendere i trasporti pubblici se non per una reale necessità e allo stesso tempo il premier Boris comunicava che chi non riusciva a lavorare da casa poteva tornare in ufficio.

La soluzione unica per rispettare entrambe le autorità, è stata quindi quella di mettere in moto la propria auto per dirigersi al posto di lavoro con il rischio che, tra qualche settimana, potremmo vedere una nuova crescita dei livelli di inquinamento da gas di scarico su tutta Londra. Una emergenza climatica da aggiungere a quella sanitaria.

L’andamento dei movimenti a Londra nel corso delle ultime settimane e fino al 18 maggio

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