Selfridges unisce il reparto uomo e donna all’insegna dell’unisex

Selfridges unisce il reparto uomo e donna all’insegna dell’unisex

 

Il segreto è la taglia ExtraSmall, che sta bene a molte ragazze ed agli uomini dalla corporatura minuta, ad esempio ad alcuni asiatici. Ma non solo: una maglia da uomo diventa un abito, se abbinata ai leggins ed indossata da una ragazza. O anche da un ragazzo, che importa? L’abbigliamento unisex diventa “Agender”, la novità annunciata da Selfridges – uno dei colossi dell’abbigliamento inglese – nel proprio superstore di lusso a Oxford Street e nei negozi di Manchester e Birmingham. E anche online, ovviamente.

A partire dal 12 marzo all’interno del negozio i clienti troveranno uno spazio dedicato a questo tema: un pop-up shop, cioè una sperimentazione temporanea, in cui non ci saranno differenze tra capi da uomo e capi da donna, e chiunque potrà trovare camicie, pantaloni, giacche ed accessori androgini e senza una connotazione sessuale ben definita. Anche i prodotti di bellezza saranno mixati: via libera ai profumi fruttati sullo stesso scaffale dei dopobarba. Una rivoluzione? Più d’idee che d’altro: uomini e donne tendono a vestirsi allo stesso modo, il concetto di ruolo di genere (cos’è da maschi e cos’è da femmine?) ha un vocabolario più ricco e quindi si crea uno stile neutro che vada bene per tutti. Più semplice, più veloce, più libero, più politically correct.

In pratica, esiste già. Andando a curiosare nel negozio, sia al piano 1 che al piano 2 di Selfridges – rispettivamente in quello maschile e in quello femminile – c’è già uno spazio centrale che i commessi definiscono “avant garde” dove trovare molte marche che lavorano da tempo su questo tema. Si riconosce da una struttura di ottone su cui sono appesi i capi. Alcuni nomi? Margiela, Anderson, Comme des Garçons, Demeulemeester sono alcuni degli stilisti più gettonati che rispondono a questo trend. In generale non ci sono eccessi, le linee sono pulite e svasate, i colori neutri. I prezzi sono medio-alti. “La moda diventa una pura espressione di sé – spiega Selfridges – senza stereotipi e limitazioni. Vogliamo un approccio senza preconcetti e rispondiamo così a questo cambiamento culturale”.

 

Londra Italia Agender foto Francesca Marchese
Foto: Francesca Marchese

 

I clienti sono incuriositi. La notizia non è pubblicizzata dentro il negozio e molti non sanno ancora della novità. “E’ un’idea fantastica – commentano con Londra, Italia, le due amiche londinesi Donna e SJ (foto) – la gente non vuole essere definita da un genere preciso. E’ una scelta intelligente e liberale”. Ma c’è anche chi è perplesso: “Non sono sicura che sia una buona idea”, spiega Jennie, a Londra dalla Nuova Zelanda. “E’ troppo semplice”, aggiungono le turiste tedesche Leonie e Jana. Insomma, la proposta farà discutere. Il negozio temporaneo durerà 12 settimane. A scanso di equivoci, niente manichini.

Francesca Marchese

Londra, 1 febbraio 2015